Cultura

Si dice Qual è o Qual’è? La risposta (definitiva) di Treccani

Qual è, come si scrive?Le regole della Crusca - (misteriditalia.it)

La grafia corretta secondo Crusca e Treccani: un approfondimento sulle regole grammaticali, gli errori più comuni e le eccezioni storiche

Il dibattito sulla corretta grafia di qual è continua a essere un tema di interesse tra studiosi, insegnanti e appassionati della lingua italiana, soprattutto alla luce delle numerose forme errate ormai diffuse nell’uso quotidiano e nella scrittura.

A chiarire definitivamente la questione, anche alla luce delle fonti più recenti come quelle fornite dall’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani e dall’Accademia della Crusca, è l’analisi grammaticale e linguistica che distingue con precisione il motivo per cui la forma qual’è con apostrofo è scorretta.

La corretta grafia

La forma corretta nell’italiano contemporaneo è senza l’apostrofo, cioè qual è. Questo perché non si tratta di un caso di elisione, ma di troncamento. In termini più semplici, la parola qual è una forma autonoma, contrazione di quale, e non una parola tronca che elimina una vocale seguita da un’altra parola che inizia per vocale, come avviene invece nella vera elisione (ad esempio: l’amico, nell’acqua).

Regole grammaticali

Le regole grammaticali – (misteriditalia.it)

L’apostrofo in italiano viene usato esclusivamente per indicare l’elisione, ovvero l’eliminazione di una vocale finale davanti a una parola che inizia per vocale. Poiché in questo caso manca tale condizione, l’apostrofo è grammaticalmente da evitare.

Nonostante ciò, la grafia qual’è è tuttora diffusa, anche nella letteratura storica, come testimoniano esempi celebri di autori italiani del XIX e XX secolo, ad esempio Carlo Collodi nelle sue opere o Federigo Tozzi nei suoi scritti.

È interessante notare che la forma con apostrofo compare in autori come Carlo Collodi, celebre per il suo capolavoro Le avventure di Pinocchio, e Federigo Tozzi, uno tra i più importanti narratori italiani del Novecento. Collodi, nato a Firenze nel 1826 e morto nel 1890, ha lasciato un’impronta indelebile nella letteratura mondiale con la sua narrazione che continua a essere tradotta e apprezzata in oltre 240 lingue. Nei suoi scritti, la grafia qual’è appare come testimonianza di un uso del tempo, ormai superato dalla normativa contemporanea.

Federigo Tozzi, nato a Siena nel 1883 e scomparso prematuramente nel 1920, è stato uno scrittore e poeta che ha descritto con profondità le contraddizioni della società provinciale italiana, con un linguaggio che ha anticipato molte delle tematiche della letteratura moderna. Anche nei suoi testi si riscontrano forme grafiche ormai obsolete ma che riflettono l’uso linguistico del suo tempo.

Un altro aspetto importante da sottolineare riguarda le differenze tra casi simili ma distinti. Ad esempio, mentre qual è si scrive senza apostrofo, anche qual era segue la stessa regola e si scrive senza apostrofo perché qual è troncato da quale e non eliso.

Diversamente, forme come qual’erano prevedono l’apostrofo perché derivano da quali erano, con una vera e propria elisione della vocale finale di quali davanti a una parola che comincia per vocale. In questo caso l’apostrofo è corretto e obbligatorio.

Tale distinzione è fondamentale per evitare errori diffusi nella scrittura e per comprendere a fondo le regole che governano la morfologia della lingua italiana.

Le indicazioni fornite dall’Accademia della Crusca nel 2002 e ribadite successivamente rappresentano il punto di riferimento autorevole sulla materia. Secondo la Crusca, la forma qual’è resta un errore, anche se frequente, e si consiglia di rispettare la norma grammaticale adottando la grafia corretta senza apostrofo. Nella pratica quotidiana, sia nella scrittura formale sia in quella informale, è dunque preferibile adottare la forma qual è, così da garantire una comunicazione chiara e conforme alle regole della lingua italiana.

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