Un’ interpretazione unica che rapisce, rimasta impressa nella storia del cinema, scritta da un grande poeta
Quando la letteratura incontra il cinema nasce la vera bellezza che eleva l’anima. E Il Postino, celebre film del 1994 diretto da Michael Radford ne è l’emblema. La pellicola che vede protagonista l’indimenticato Massimo Troisi è un’immersione nella poesia di Pablo Neruda: ispirato al romanzo Il postino di Neruda di Antonio Skármeta ne porta la magia inebriante.
Massimo Troisi, che con la sua comicità sottile è la sua malinconia elegante ha lasciato un’impronta profonda nel cinema italiano, e Pablo Neruda, “il poeta dell’amore per eccellenza”: un sodalizio che non può non rapire il cuore. Soprattutto nella scena della poesia, Nuda sei semplice che Troisi ha portato a compimento con sublime naturalezza.
Quella poesia racchiude tutto il mistero dei sentimenti, dandone forma e colore, incantando l’ascoltatore, il pubblico. Un vero omaggio alla letteratura, un valore aggiunto alla settima arte. E proprio per questo, ancora oggi, è considerata la più bella che Troisi abbia mai recitato.
La magia di Troisi ne Il Postino
Massimo Troisi che con Il Postino raggiunge la fama internazionale, nel film veste i panni di Mario Ruoppolo, un postino semplice ma curioso, che scopre la poesia grazie al suo unico destinatario: Pablo Neruda. Nella storia, Mario non comprende subito il valore delle metafore, ma ne rimane affascinato, tanto da farne la chiave per conquistare il cuore della donna che ama, Beatrice Russo (Maria Grazia Cucinotta).

Massimo Troisi legge la poesia di Pablo Neruda ne Il Postino – Youtube@
Napoli Milionaria-misteriditalia
Troisi la recita in un modo che appartiene solo a lui, quasi sussurrando, senza artifici. Non recita: respira le parole. La poesia, tratta da una delle raccolte più celebri di Neruda, è avvolgente. La voce di Troisi, la sua interpretazione le dona tenerezza e potenza. Pablo Neruda, tra i più grandi poeti del Novecento, insignito del Nobel per la Letteratura e figura centrale della cultura sudamericana, aveva fatto dell’amore un terreno poetico privilegiato. I suoi sonetti, tra cui il testo recitato da Troisi, erano un inno alla donna e al desiderio, ma anche alla semplicità del corpo come verità.
Troisi riesce a interpretare questa visione in modo impeccabile. Il suo Mario Ruoppolo ascolta, apprende, si innamora, e attraverso i versi di Neruda scopre che la poesia può cambiare la vita. È una delle eredità più preziose lasciate dal film: l’idea che anche il più timido degli uomini possa trovare la propria voce grazie alla poesia, alla letteratura.
Oggi, quella lettura continua a essere ricordata come uno dei momenti più poetici del cinema. Non solo perché testimonia il talento di Troisi, ma perché riesce a far dialogare due mondi lontani: la poesia di un grande autore cileno e il cuore di un attore napoletano, che purtroppo, come con un contrasto straziante lascerà un grande vuoto nel mondo dello spettacolo e della cultura, morendo poco dopo le riprese.
“Nuda sei semplice” di Pablo Neruda
Nuda sei semplice come una delle tue mani,
liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
hai linee di luna, strade di mela,
nuda sei sottile come il grano nudo.
Nuda sei azzurra come la notte a Cuba,
hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli,
nuda sei enorme e gialla
come l’estate in una chiesa d’oro.
Nuda sei piccola come una delle tue unghie,
curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
e t’addentri nel sotterraneo del mondo.
come in una lunga galleria di vestiti e di lavori:
la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
e di nuovo torna a essere una mano nuda.
La poesia più bella recitata da Massimo Troisi - Fb@Massimo Troisi-misteriditalia











