L’attenzione verso un tipo di malattia si è intensificata negli ultimi anni, grazie ai progressi scientifici.
Nonostante la sua diffusione, che interessa circa 300mila persone in Italia, l’artrite psoriasica rimane una sfida clinica significativa a causa della sua complessità e della varietà di manifestazioni che può assumere.
L’artrite psoriasica è una malattia infiammatoria che coinvolge principalmente le articolazioni, la colonna vertebrale, i tendini e la cute, oltre a poter interessare vari organi e tessuti. L’esordio avviene solitamente tra i 30 e i 50 anni e, se non trattata tempestivamente, può causare dolore intenso e disabilità progressive. Come sottolinea Silvia Tonolo, presidente dell’Associazione Nazionale Malati Reumatici (ANMAR), convivere con questa patologia significa spesso dover adattare radicalmente la propria vita privata, sociale e lavorativa.
L’aspetto psicologico è spesso compromesso dal disagio causato dalle manifestazioni cutanee e articolari, che possono portare a isolamento sociale e difficoltà nel mantenere un lavoro o una relazione affettiva stabile. I pazienti si trovano spesso in una condizione di incertezza, divisi tra l’attenzione del reumatologo e quella del dermatologo, senza un percorso di cura integrato e dedicato. Inoltre, permangono ostacoli burocratici che limitano l’accesso ai nuovi farmaci biologici, essenziali per il controllo della malattia.
Diagnosi precoce: un obiettivo cruciale
Uno degli aspetti più critici nell’affrontare l’artrite psoriasica è il ritardo diagnostico. Studi recenti evidenziano che spesso la malattia viene riconosciuta solo dopo anni dai primi sintomi, durante i quali il paziente può rivolgersi a diversi specialisti senza ottenere una diagnosi definitiva. È fondamentale riconoscere precocemente i segni, come la tumefazione di un dito, definita anche “dito a salsicciotto”, o le alterazioni ungueali che possono indicare una psoriasi nascosta.
Il professor Salvatore D’Angelo dell’Ospedale San Carlo di Potenza spiega che la patologia si manifesta con infiammazioni articolari e cutanee variabili, che possono precedere o seguire i sintomi articolari. Esistono diverse forme di artrite psoriasica, tra cui quelle oligoarticolari, poliarticolari, spondilitiche ed entesitiche, ognuna con caratteristiche e gravità differenti. Un altro elemento distintivo è il coinvolgimento delle articolazioni interfalangee distali delle mani, che deve essere differenziato dall’artrosi.
Oltre ai sintomi articolari, è rilevante segnalare che i pazienti con artrite psoriasica presentano frequentemente comorbilità metaboliche come diabete, ipercolesterolemia e iperuricemia, che aumentano il rischio cardiovascolare. Inoltre, la malattia è spesso associata a disturbi psicologici, in particolare ansia e depressione, complicando ulteriormente la gestione del paziente.

Terapie innovative e prospettive future(www.misteriditalia.it)
Negli ultimi due decenni, il panorama terapeutico dell’artrite psoriasica ha subito un’evoluzione significativa. Roberto Gerli, presidente della Società Italiana di Reumatologia (SIR), evidenzia come oggi sia possibile un approccio terapeutico mirato grazie alla crescente comprensione dei meccanismi immunopatologici alla base della malattia.
In passato, il trattamento si basava principalmente su farmaci tradizionali come il metotrexate, con un’azione generalizzata sul sistema immunitario. Con l’avvento dei farmaci biotecnologici, in particolare degli anti-TNF, si è osservato un miglior controllo dell’infiammazione e della progressione della malattia. Successivamente, l’identificazione di nuovi target molecolari ha portato allo sviluppo di farmaci biologici innovativi, come gli inibitori delle interleuchine-17 e 23 e gli inibitori delle Janus chinasi (JAK), che agiscono in modo più specifico e con minori effetti collaterali.
Questi progressi hanno permesso di aumentare significativamente la qualità di vita dei pazienti, consentendo di raggiungere lunghe remissioni e riducendo il rischio di danni articolari irreversibili. Tuttavia, come sottolineato dagli esperti, è necessario migliorare l’accesso a questi farmaci e garantire un percorso di cura coordinato, che coinvolga sia i reumatologi sia i dermatologi, per una gestione multidisciplinare efficace.
La formazione continua degli operatori sanitari e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sono elementi chiave per ridurre i tempi di diagnosi e migliorare la consapevolezza sui sintomi iniziali dell’artrite psoriasica. Solo così sarà possibile intercettare precocemente la malattia e offrire ai pazienti un trattamento tempestivo e personalizzato, con l’obiettivo di contenere il dolore, prevenire le disabilità e favorire un pieno inserimento sociale e lavorativo.
Caratteristiche cliniche e impatto sulla vita dei pazienti (www.misteriditalia.it) 











