Il consumo di questa bevanda deve essere sempre ponderato, privilegiando un consumo moderato e consapevole.
La caffeina rappresenta senza dubbio il nervino più diffuso a livello globale, presente non solo nel caffè ma anche in numerosi alimenti e bevande come guaranà, bevande energetiche, cola e cacao.
Oggi, a distanza di anni dalle prime ricerche, emerge una consapevolezza più approfondita sui suoi effetti, benefici e rischi, soprattutto in relazione al dimagrimento e all’attività sportiva.
Le caratteristiche chimiche e la diffusione della caffeina
La caffeina è un alcaloide purinico, parente stretto di sostanze come la teofillina e la teobromina, che si trova naturalmente nei semi di piante come il caffè e il guaranà. La quantità di caffeina negli alimenti varia in base alla materia prima e al metodo di estrazione: ad esempio, il percolato di caffè ottenuto con la moka può contenere circa 85 mg di caffeina per tazzina.
Il suo assorbimento è rapido, con un picco plasmatico che si raggiunge in circa 45 minuti, mentre la sua emivita è compresa tra 4,5 e 6 ore, periodo dopo il quale la concentrazione nel sangue si riduce del 50%.

Il caffè dovrebbe essere consumato con moderazione – misteriditalia.it
Questa dinamica rende la caffeina una sostanza da utilizzare con attenzione, soprattutto in ambito sportivo, dove le autorità antidoping hanno fissato un limite massimo di 0,012 mg/ml nelle urine, superato il quale l’atleta rischia la squalifica.
Caffeina e dimagrimento: un rapporto complesso
La caffeina è spesso associata a un potenziale effetto dimagrante, soprattutto se combinata a una dieta ipocalorica e a un’attività fisica regolare. I suoi meccanismi d’azione includono la stimolazione del rilascio di catecolamine, che incrementano il metabolismo basale del 10-15%, e un effetto lipolitico diretto sul tessuto adiposo, facilitando la mobilitazione degli acidi grassi.
Tuttavia, per ottenere risultati significativi nel calo ponderale, è necessario un consumo di caffeina superiore ai 500 mg al giorno, mentre la dose raccomandata generalmente non supera i 400 mg quotidiani. Questo rende indispensabile un uso calibrato, evitando un’assunzione eccessiva che potrebbe portare a effetti collaterali.
Nel contesto sportivo, la caffeina migliora l’eccitabilità nervosa, i riflessi e la concentrazione muscolare, oltre a esercitare una lieve azione analgesica. L’interazione con i recettori dell’adenosina favorisce il rilascio di adrenalina e noradrenalina, incrementando frequenza cardiaca, pressione arteriosa e respirazione.
Questi effetti possono sostenere la motivazione e la performance durante l’allenamento, in particolare in condizioni di restrizione calorica (anche se tale pratica è sconsigliata).
Rischi e controindicazioni dell’abuso di caffeina
L’assunzione eccessiva, compresa tra 500 e 1000 mg al giorno, può mascherare i segnali di affaticamento e malnutrizione, aumentando il rischio di svenimenti improvvisi durante l’attività. Inoltre, l’abuso di caffeina può causare aumento della diuresi con rischio di disidratazione e compromettere l’assorbimento intestinale di nutrienti essenziali come riboflavina, calcio, ferro e creatina.
Un dato interessante riguarda l’uso della caffeina nelle bevande zuccherate: studi recenti hanno dimostrato che la presenza di caffeina nei soft drink induce una percezione alterata del gusto dolce, spingendo le industrie a incrementare la quantità di zuccheri aggiunti. Questo fenomeno, noto come “caffeine-calorie effect”, peggiora il bilancio calorico complessivo, contribuendo indirettamente all’aumento di peso nella popolazione.
Eliminare la caffeina da queste bevande potrebbe ridurre l’aggiunta di carboidrati di circa 7,5 g ogni 500 ml, equivalenti a 28 kcal, con un significativo impatto sulla salute pubblica.
Attenzione a questa bevanda - misteriditalia.it












