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Sacra Sindone di Torino: il nuovo studio svela verità e misteri che non ti aspetti

Misteri sulla sacra sindoneMisteri sulla sacra sindone

Una recente ricerca digitale sulla Sacra Sindone di Torino sta riaccendendo il dibattito sull’autenticità di questo celebre reperto religioso. Lo studio, pubblicato su Archaeometry e condotto da Cicero Moraes, esperto in grafica digitale e design 3D, ha applicato moderne tecniche di modellazione per analizzare come un tessuto reagisce a due tipi di superfici: un corpo umano reale e una scultura in bassorilievo. L’obiettivo era comprendere meglio le caratteristiche dell’immagine impressa sulla Sindone, mettendo in discussione alcune convinzioni tradizionali.

Nuove simulazioni digitali e l’effetto maschera di Agamennone

Utilizzando software gratuiti come MakeHuman, Blender e CloudCompare, Moraes ha creato due modelli tridimensionali per simulare il comportamento del tessuto. Nel primo esperimento, il telo è stato virtualmente drappeggiato su un modello umano realistico e il risultato è stato un’immagine deformata e allargata, molto diversa da quella reale della Sindone. Questa distorsione è nota come “effetto maschera di Agamennone”, un fenomeno già osservato nella famosa maschera funeraria in oro ritrovata nel XIX secolo a Micene, che presenta una rappresentazione appiattita e alterata dei lineamenti.

Moraes ha spiegato che questo effetto può essere facilmente replicato con un esperimento casalingo: applicando due fogli di carta assorbente su un volto truccato, i contorni risultanti non saranno una copia fedele, ma una deformazione dovuta alla tridimensionalità della superficie su cui il materiale aderisce. Questa scoperta ha fornito un importante elemento di confronto per capire la natura dell’immagine sindonica.

Nel secondo esperimento, il telo è stato adagiato su una superficie scolpita in bassorilievo, ottenendo un’immagine con minori distorsioni anatomiche e una maggiore fedeltà ai contorni visibili sulla Sindone originale. Questa somiglianza ha spinto l’autore a ipotizzare che il telo possa essere stato originariamente posato su una scultura e non direttamente su un corpo umano.

Riflessioni sull’autenticità e l’arte della Sindone

La Sacra Sindone, ritrovata nel 1353, è da sempre oggetto di controversie. Nel 1989, una datazione al radiocarbonio ne aveva collocato l’origine tra il 1260 e il 1390 d.C., confermando l’ipotesi che si trattasse di un manufatto medievale. Tuttavia, studi successivi e analisi botaniche del 1999 avevano suggerito un’origine molto più antica, addirittura precedente all’VIII secolo d.C., e localizzata in area gerosolimitana.

Ora, con questi nuovi risultati digitali, Moraes propone un’interpretazione innovativa: la Sindone potrebbe essere stata realizzata come un capolavoro artistico cristiano, un oggetto funerario creato drappeggiando il tessuto su un bassorilievo in legno, pietra o metallo, e trattandolo con calore o pigmenti per imprimere l’immagine. Questa teoria non esclude completamente l’ipotesi che il telo abbia avvolto un corpo vero, ma la considera piuttosto improbabile, soprattutto alla luce delle deformazioni osservate.

La ricerca si inserisce in un contesto di studi multidisciplinari che cercano di dare una risposta definitiva a uno dei misteri più affascinanti della storia religiosa e artistica europea, combinando strumenti moderni di grafica digitale con indagini storiche e scientifiche.

L’attenzione rimane alta anche per le nuove tecnologie che, in futuro, potrebbero fornire ulteriori dati e chiarimenti sull’origine e la natura di questo enigmatico reperto.

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