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Edmund Kemper, il killer col QI da genio: così terrorizzò la California

Edmund KemperEdmund Kemper, il serial killer che terrorizzò la California - Misteriditalia.it

Il serial killer che terrorizzò la California, un criminale dal QI simile a quello di un genio: la storia di Edmund Kemper.

Edmund Emil Kemper III, noto come Ed Kemper, rimane uno dei serial killer più inquietanti e geniali della storia criminale americana.

La sua storia, che ha terrorizzato la California negli anni ’70, è caratterizzata da una mente brillante ma profondamente disturbata, capace di compiere atti di inaudita violenza contro giovani donne, nonché contro i propri familiari.

Il killer dal QI geniale: la terrificante storia di Edmund Kemper

Nato a Burbank il 18 dicembre 1948, Edmund Kemper ha mostrato sin da bambino segni di disturbo psichico, accompagnati da un’intelligenza fuori dal comune. Con un quoziente intellettivo attestato tra 136 e 145, Kemper manifestava comportamenti inquietanti quali la tortura di animali e atti di piromania, oltre a un rapporto complicato con la famiglia, soprattutto con la madre Clarnell Strandberg, figura dominante e severa che lo ha segnato profondamente. Il divorzio dei genitori e l’allontanamento dal padre, affidato ai nonni in Arizona, hanno contribuito a fomentare la sua alienazione e il suo risentimento.

All’età di 15 anni, Kemper compì il suo primo duplice omicidio, uccidendo i nonni con un fucile da caccia. Dopo l’arresto, fu internato nell’ospedale psichiatrico criminale di Atascadero, dove, grazie alla sua intelligenza, guadagnò la fiducia degli specialisti e divenne persino assistente dello psicologo. Rilasciato nel 1969 dopo meno di cinque anni, Kemper fu riaffidato alla madre, da cui avrebbe avuto un rapporto conflittuale che si sarebbe rivelato fatale.

Tra maggio 1972 e febbraio 1973, Kemper iniziò una macabra serie di omicidi raccogliendo giovani autostoppiste, prevalentemente studentesse universitarie nella zona di Santa Cruz. Le vittime venivano strangolate o colpite con armi da taglio, portate nel suo appartamento dove subivano violenze post-mortem e venivano smembrate. Tra le vittime più note figurano Mary Ann Pesce e Anita Luchessa, strangolate e accoltellate il 7 maggio 1972, i cui corpi furono poi utilizzati per atti di necrofilia e successivamente smembrati. Kemper conservava parti dei cadaveri e le fotografava in pose macabre.

L’omicidio di Aiko Koo, strangolata e violentata nel settembre dello stesso anno, e il successivo assassinio di Cindy Schall, uccisa con un colpo di pistola e smembrata, confermarono la brutalità e la freddezza del killer. Il 5 febbraio 1973, dopo un acceso litigio con la madre, Kemper uccise altre due giovani donne, Rosalind Thorpe e Alice Liu, con lo stesso modus operandi di sparo, violenza e smembramento.

Edmund Kemper

Il serial killer dal QI geniale: la storia di Edmund Kemper – Misteriditalia.it

Il culmine della sua furia omicida si ebbe il 20 aprile 1973, quando uccise brutalmente la madre nel sonno, decapitandola e utilizzando la testa come bersaglio per le freccette. Non soddisfatto, strangolò anche Sally Hallett, amica della madre, prima di costituirsi spontaneamente alla polizia.

Kemper non era solo un assassino, ma un uomo con una straordinaria capacità di manipolazione e un’intelligenza superiore alla media, che lo resero capace di ingannare gli psichiatri e la polizia per anni. Durante il suo periodo di detenzione ad Atascadero, sviluppò una profonda conoscenza della psicologia criminale e dei test psichiatrici, che utilizzò per manipolare gli specialisti e mantenere un’apparenza di normalità.

In carcere, Kemper ha ammesso atti di cannibalismo, dichiarando di aver cucinato e consumato parti di una delle sue vittime, un dettaglio che ha ulteriormente scioccato l’opinione pubblica. Dopo la condanna all’ergastolo, avvenuta nel 1973, Kemper ha trascorso oltre cinquant’anni in prigione, mantenendo una condotta esemplare. Si è laureato e insegna informatica ai detenuti, partecipando anche a programmi di trascrizione per ciechi. Queste attività gli hanno valso riconoscimenti dall’amministrazione penitenziaria.

La figura di Edmund Kemper ha lasciato un’impronta profonda nella cultura popolare e criminologica. La sua storia è stata raccontata nel libro Mindhunter: La storia vera del primo cacciatore di serial killer americano, da cui è stata tratta la serie televisiva Mindhunter, con la straordinaria interpretazione di Cameron Britton, che ha ricevuto una nomination agli Emmy per il ruolo.

Inoltre, estratti delle sue interviste sono stati utilizzati in numerose canzoni di generi come il metal estremo, contribuendo a mantenere vivo il ricordo del suo inquietante profilo criminale. Nel manga Monster di Naoki Urasawa, un personaggio è chiaramente ispirato a Kemper, a testimonianza dell’ampio impatto che la sua figura ha avuto anche nella narrativa giapponese.

La storia di Edmund Kemper rappresenta uno dei casi più emblematici di come un’elevata intelligenza possa convivere con una mente disturbata e violenta, segnando in modo indelebile la storia criminale e psicologica degli Stati Uniti.

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