Monopattini: arriva il targhino obbligatorio - misteriditalia.it
Chi usa il monopattino ogni giorno per muoversi in città dovrà cambiare abitudini in tempi molto rapidi, perché le nuove regole entrano nel concreto e non lasciano spazio a interpretazioni o leggerezze nella gestione del mezzo.
Dal 16 maggio prende forma una delle modifiche più discusse del nuovo Codice della Strada: tutti i monopattini elettrici dovranno avere un contrassegno identificativo, il cosiddetto targhino, e una assicurazione per la responsabilità civile. Non è un aggiornamento marginale, ma un cambio netto nel modo in cui questi mezzi vengono gestiti e controllati.
La logica è chiara: rendere ogni monopattino riconducibile a una persona. Il targhino non sarà legato al veicolo, ma al proprietario. Questo dettaglio cambia tutto, perché significa che l’identificazione non dipende più dal mezzo in sé, ma da chi lo utilizza.
Il contrassegno sarà un adesivo plastificato, con una combinazione alfanumerica, da applicare in modo visibile sul monopattino. Non è pensato per essere rimosso facilmente e, proprio per questo, diventa uno strumento stabile di identificazione.
Accanto a questo arriva l’obbligo di assicurazione Rc, che copre i danni causati a terzi: pedoni, ciclisti, altri veicoli. È un passaggio che avvicina i monopattini, almeno in parte, al mondo dei mezzi tradizionali su strada.
La novità non riguarda solo gli obblighi, ma il modo in cui verranno verificati. Il sistema è costruito per funzionare in tempo reale: grazie al collegamento tra Motorizzazione e compagnie assicurative, le forze dell’ordine potranno controllare subito se il mezzo è registrato e coperto.
Non ci sono più margini ampi per errori o dimenticanze. Se il targhino non risulta valido o l’assicurazione non è attiva, la verifica arriva immediatamente.
Questo rende il controllo molto più concreto rispetto al passato, quando spesso tutto si giocava su verifiche meno strutturate.
La procedura sarà completamente digitale e passa dal Portale dell’Automobilista. Serve l’accesso con SPID o Carta d’identità elettronica, poi si inseriscono i dati personali, si paga tramite PagoPA e si sceglie dove ritirare il contrassegno.
Il costo base parte da circa 8,66 euro, ma tra imposta di bollo e diritti può salire leggermente. Non è una cifra alta, ma è comunque un passaggio in più che prima non esisteva.
Possono richiederlo anche i minorenni dai 14 anni, ma con l’intervento di un genitore. Un dettaglio che riguarda molte famiglie, visto quanto il monopattino è diffuso tra i più giovani.
Chi circola senza contrassegno o senza assicurazione rischia una sanzione che va da 100 a 400 euro. È prevista la riduzione se si paga entro cinque giorni, ma il punto non è lo sconto: è la probabilità concreta di essere controllati.
Con il sistema attuale, infatti, l’assenza di copertura o identificazione emerge subito. Non serve più una verifica approfondita, basta un controllo su strada.
Il targhino non arriva da solo. Si inserisce in un quadro già modificato: obbligo di casco, limite di 20 km/h (6 km/h nelle aree pedonali), divieto di uscire dai centri urbani e di circolare contromano.
Il risultato è un sistema più rigido, dove il monopattino perde parte della sua informalità iniziale e viene trattato come un mezzo che deve rispettare regole precise.
Per chi lo usa ogni giorno, questo significa una cosa molto semplice: meno libertà “spontanea”, più responsabilità diretta. E soprattutto meno spazio per muoversi senza pensare alle conseguenze.
Non è detto che questo cambiamento venga percepito allo stesso modo da tutti. C’è chi lo vede come un passo necessario, chi come una complicazione. Ma da metà maggio, il punto non sarà più cosa si pensa di queste regole, ma come adattarsi in fretta a un sistema che non lascia più molte alternative.