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Pedro Alonso López: Il Mostro delle Ande, 300 vittime e un continente nel terrore

Pedro Alonso LopezIl Mostro delle Ande: la terrificante storia di Pedro Alonso Lopez - Misteriditalia.it

Oltre 300 vittime, un intero continente nel terrore: l’inquietante storia di Pedro Alonso Lòpez, il Mostro delle Ande.

A più di vent’anni dalla sua ultima apparizione, la figura di Pedro Alonso López, noto come il Mostro delle Ande, continua a incutere terrore in tutto il continente sudamericano.

Considerato uno dei serial killer più efferati della storia, con un conto di oltre 300 vittime accertate, la sua vicenda rappresenta un caso emblematico di violenza, follia e impunità che ha attraversato Colombia, Perù ed Ecuador.

Le Origini e l’infanzia travagliata di Pedro Alonso López

Pedro Alonso López nacque il 8 ottobre 1948 in Colombia, in un contesto familiare segnato dalla povertà estrema e da abusi continui. Figlio di Benilda López de Castañeda, una prostituta, visse un’infanzia segnata dalla violenza domestica e da un ambiente sociale instabile, aggravato dal periodo noto come La Violencia, una guerra civile che fece più di 200.000 morti nel Paese. A soli otto anni, López fu allontanato dalla famiglia. Abbandonato, iniziò a vivere da vagabondo, esposto a nuove violenze, tra cui un rapimento e un abuso sessuale a opera di un anziano.

Dopo un breve periodo in una famiglia americana che lo adottò e gli garantì un’istruzione, López fuggì a causa di un altro abuso, questa volta da parte di un insegnante. Da quel momento, intraprese una vita di strada, caratterizzata da piccoli furti e dal progressivo sviluppo di comportamenti criminali. Nel 1969 fu arrestato per furto di automobili e, mentre era in carcere, subì ulteriori violenze da parte di altri detenuti, che lo spinsero a commettere tre omicidi in segno di vendetta.

Dopo la sua scarcerazione nel 1978, Pedro Alonso López iniziò la sua spaventosa carriera di serial killer. Le sue vittime erano prevalentemente ragazze e bambine, spesso appartenenti a comunità indigene e socialmente emarginate in Colombia, Perù ed Ecuador. Il suo metodo era spietato e ben studiato: attirava le vittime con piccoli regali o con la promessa di una relazione, per poi condurle in luoghi isolati, dove le sottoponeva a violenze sessuali prolungate e, infine, le strangolava a mani nude.

Un elemento particolarmente inquietante del suo comportamento era la fase post-omicidio, in cui López passava ore accanto ai corpi, talvolta disponendoli attorno a un tavolo come se fossero ospiti a una cena, con tanto di tè e conversazioni immaginarie. Per lui, questo rituale rappresentava una sorta di compagnia, un modo per alleviare la solitudine e soddisfare le sue ossessioni mentali. La frequenza degli omicidi era impressionante: si stima che arrivasse a compiere tre o più uccisioni a settimana.

In Perù, dove uccise almeno 100 donne appartenenti a tribù indigene, fu catturato dalla comunità degli Ayacuchos durante un tentativo di stupro. Inizialmente condannato dalla tribù a una morte atroce, fu salvato dall’intervento di una missionaria americana e successivamente consegnato alla polizia.

Pedro Alonso Lopez

Pedro Alonso Lopez, il Mostro delle Ande: oltre 300 vittime – Misteriditalia.it

Dopo essere stato deportato in Ecuador, López continuò a muoversi liberamente tra Colombia ed Ecuador, dove continuò la sua scia di morte per anni. Fu arrestato nell’aprile del 1980 dopo il tentato rapimento e stupro di una ragazza, grazie al coraggio della madre che riuscì a fermarlo. Durante l’interrogatorio, inizialmente si rifiutò di collaborare, ma con l’aiuto di un sacerdote missionario confessò oltre 300 omicidi distribuiti tra Perù, Colombia ed Ecuador.

Il processo del 1980 lo condannò a carcere a vita in Ecuador, dove López concesse alcune interviste che contribuirono a costruire la sua controversa immagine pubblica. In queste, si autodefiniva “L’Indimenticabile Uomo del Secolo” e sosteneva che sarebbe stato presto rilasciato grazie alla sua buona condotta.

Nel 1994 López fu effettivamente rilasciato, ma arrestato subito dopo per immigrazione clandestina. Sottoposto a valutazioni psichiatriche, risultò ancora una volta sano di mente e fu nuovamente liberato nel 1998. Da allora, le sue tracce si persero: nel 1999 scomparve misteriosamente, e sebbene nel 2002 gli venne attribuito un nuovo omicidio, non si hanno notizie certe su di lui da allora.

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