I Misteri

Il mistero di Bible John, un caso mai risolto che scuote il mondo

Il misterioso caso di Bible John - misteriditalia.it

A oltre mezzo secolo dagli omicidi di Glasgow, il caso del serial killer noto come Bible John continua a suscitare inquietudine e nuove ipotesi investigative

A più di cinquant’anni dagli efferati delitti che hanno terrorizzato la Scozia tra il 1968 e il 1969, il caso di Bible John rimane uno dei misteri irrisolti più inquietanti nella storia criminale britannica. Questo assassino seriale, mai catturato, è ritenuto responsabile dell’omicidio di tre giovani donne, tutte incontrate nel celebre locale Barrowland Ballroom di Glasgow. Nonostante gli sforzi investigativi senza precedenti e il passare del tempo, la sua identità continua a sfuggire, alimentando ipotesi che collegano anche un altro noto serial killer, Peter Tobin, al caso.

Gli omicidi e il modus operandi di Bible John

Il primo delitto risale al 22 febbraio 1968, quando il corpo di Patricia Docker, un’infermiera di 25 anni, venne trovato in un vicolo vicino alla sua abitazione a Langside Place, Glasgow. La donna era stata brutalmente stuprata e strangolata con le sue calze. La notte precedente, Patricia aveva trascorso la serata al Majestic Ballroom, ma secondo le indagini si sarebbe spostata al Barrowland, dove avrebbe incontrato il suo assassino. La polizia inizialmente concentrò le indagini sul Majestic, arrivando tardi a comprendere la reale scena del crimine, e la borsa della vittima non fu mai recuperata.

Il mistero di Bible John

Decenni dopo, il caso di Bible John rimane ancora aperto – misteriditalia.it

Il secondo delitto avvenne il 15 agosto 1969: Jemima McDonald, madre di tre figli, venne trovata uccisa in un vecchio edificio di MacKeith Street. Anche lei era stata stuprata e strangolata, ma, a differenza di Patricia, fu ritrovata ancora vestita. Testimoni riferirono di averla vista uscire dal Barrowland Ballroom a mezzanotte in compagnia di un uomo magro, alto e dai capelli rossi. Le indagini, però, si arenarono rapidamente nonostante alcune testimonianze di urla provenienti dall’edificio, giudicate poco rilevanti.

L’omicidio più noto e decisivo si verificò il 31 ottobre 1969, quando il corpo di Helen Puttock, 29 anni, fu rinvenuto nel giardino dietro casa sua a Earl Street, Scotstoun. Anche Helen aveva frequentato il Barrowland Ballroom quella sera, accompagnata dalla sorella Jean. Le due avevano conosciuto due uomini chiamati “John”, uno dei quali si faceva chiamare “John Templeton” o “Sempleson”. Durante il tragitto in taxi verso casa, l’uomo si mostrò gentile ma parlava spesso di temi biblici, condannando l’adulterio e citando Mosè, dando origine al soprannome “Bible John”. La sorella Jean fornì una dettagliata descrizione del sospetto: un giovane alto circa 1,78 m, magro, dai capelli rossi, educato e forbito.

Nonostante la testimonianza chiave di Jean, i buttafuori del Barrowland contrastarono la descrizione, sostenendo che l’uomo visto uscire con Helen fosse basso, distinto e con i capelli neri. La polizia, convinta della versione dei buttafuori, reputò Jean poco affidabile a causa del suo stato di ebbrezza, sebbene lei affermasse il contrario. L’ultimo avvistamento possibile di Bible John fu quello di un uomo corrispondente alla descrizione di Jean, visto scendere da un autobus su Sauchiehall Street verso l’una e mezza di notte, con evidenti graffi sul volto.

Le indagini, considerate la più grande caccia all’uomo nella storia scozzese, videro l’impiego di oltre 100 investigatori e la raccolta di più di 50.000 testimonianze porta a porta. Un team di investigatori si infiltrò nelle serate del Barrowland Ballroom, frequentate prevalentemente da over 25, per cercare di individuare il sospetto. Fu creato l’identikit basato sulla descrizione di Jean Puttock, che divenne uno dei ritratti più noti nella cronaca criminale scozzese.

Nonostante l’ampiezza delle ricerche, Bible John non fu mai identificato né catturato. Tra le ipotesi più recenti, si è discusso di un possibile collegamento con Peter Tobin, un serial killer che operò a Glasgow e si spostò poi nel sud dell’Inghilterra. Tobin, noto per aver eluso le indagini per decenni, visse anche a Brighton per vent’anni e la sua presenza nelle zone e nei periodi degli omicidi alimenta sospetti mai confermati. Altre teorie suggeriscono che Bible John sia deceduto, internato in un ospedale psichiatrico o detenuto senza che si conoscesse il coinvolgimento nei delitti.

Nel 1983 un uomo che aveva frequentato il Barrowland Ballroom affermò di conoscere l’identità di Bible John, riferendo di un amico cresciuto a Cranhill, est di Glasgow, ora residente nei Paesi Bassi e sposato con una donna olandese. Questa pista però non portò a ulteriori sviluppi.

Nel 1996 la polizia riesumò la salma di John Irvine McInnes, un cugino di uno dei primi sospettati, che si era suicidato nel 1980. Anche in questo caso l’ipotesi di un coinvolgimento diretto non venne mai confermata, ma testimonia l’attenzione continua sulle possibili connessioni familiari e psicologiche del caso.

Il profilo di Bible John, l’uomo che citava la Bibbia e condannava le presunte “adulteresse”, rimane avvolto nel mistero. Le modalità degli omicidi – strangolamento con le calze, stupri, uccisioni vicino alle abitazioni delle vittime – mostrano la pericolosità e la freddezza di un criminale che è riuscito a sfuggire alla giustizia, lasciando dietro di sé solo paura e interrogativi irrisolti.

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