Economia

Prestito studenti 2026, fino a 70.000 euro per studiare: come funziona davvero

Prestito studenti 2026 fino a
Prestito studenti 2026, fino a 70.000 euro per studiare - misteriditalia.it

Studiare senza avere soldi da parte nel 2026 è possibile grazie al prestito d’onore, ma dietro la promessa fino a 70.000 euro si nascondono regole precise e conseguenze che non tutti considerano fino in fondo.

Il prestito d’onore studenti non è un bonus e non è a fondo perduto. È un finanziamento vero, anche se sostenuto dallo Stato. Questo significa che ti aiuta a iniziare, ma poi va restituito.

La novità del 2026 riguarda soprattutto la gestione: tutto passa da CONSAP, con una procedura unica nazionale. Non si parte più direttamente dalla banca, ma da una verifica pubblica dei requisiti.

Chi può richiederlo e per quali studi

Possono accedere gli studenti tra i 18 e i 40 anni, iscritti a percorsi riconosciuti: università, master, dottorati, corsi AFAM o ITS.

Non basta essere iscritti. Serve anche un requisito di merito. Per esempio, per iniziare una laurea triennale è richiesto un diploma con almeno 75/100. Per percorsi più avanzati, come master o specializzazioni, serve un voto minimo di 100/110.

È una selezione che prova a limitare il rischio, ma che esclude una parte di studenti che magari avrebbero comunque bisogno di sostegno.

Quanto puoi ottenere davvero

Gli importi sono più alti rispetto al passato. Si può arrivare fino a 50.000 euro per studiare in Italia e fino a 70.000 euro per percorsi all’estero. Attenzione però: non vengono dati tutti insieme. Il prestito arriva in tranche annuali, fino a un massimo di 15.000 euro l’anno.

Per ricevere le tranche successive bisogna dimostrare di essere in regola con gli esami. Se non si superano almeno metà delle prove previste, la banca può bloccare l’erogazione.

Come funziona la domanda

Tutto parte dalla piattaforma CONSAP. Serve accedere con SPID o CIE e inserire i dati richiesti. La verifica dei requisiti avviene in pochi giorni, di solito entro 5 giorni lavorativi.

Solo dopo l’ok si può andare in banca. Ma anche qui non è automatico: l’istituto di credito decide comunque se concedere o meno il finanziamento. La garanzia statale copre fino al 70% del prestito, ma la banca valuta sempre il rischio residuo.

Quando inizi a restituire i soldi

Il rimborso non parte subito. C’è un periodo di respiro: almeno 30 mesi dall’ultima tranche ricevuta.

Da quel momento inizia il piano di restituzione, che può durare da 3 a 15 anni. È pensato per permettere allo studente di trovare lavoro, ma non sempre i tempi reali coincidono. Ed è qui che nasce il vero nodo: la sostenibilità della rata nel lungo periodo.

Cosa succede se non riesci a pagare

Il prestito non si annulla. Se salta una rata, la banca invia una diffida e parte una procedura con tempi precisi.

Dopo una serie di passaggi, entra in gioco lo Stato, che paga la banca grazie alla garanzia. Ma il debito non sparisce: si trasferisce.

A quel punto diventa un debito verso il Fisco, con l’intervento dell’Agenzia delle Entrate Riscossione. In pratica, si passa da una banca allo Stato, ma l’obbligo resta.

Un’opportunità che va pesata bene

Il prestito d’onore può aprire porte che altrimenti resterebbero chiuse. Permette di studiare senza avere subito le risorse necessarie. Ma resta un impegno importante. Non è solo una possibilità, è anche una responsabilità che accompagna negli anni successivi.

Ed è proprio questo il punto: funziona davvero quando si guarda oltre l’immediato, non solo al momento in cui arrivano i soldi.

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