Economia

Termosifoni, la checklist ENEA per risparmiare in bolletta (e nessuno lo sa)

Termosifoni: la checklist ENEA per risparmiare in bolletta

Con l’arrivo dell’autunno, molti italiani si ritrovano a fissare il termostato chiedendosi quando sia il momento giusto per riaccendere i riscaldamenti. Eppure, prima di premere quel tasto, c’è una serie di operazioni che possono fare la differenza tra una stagione invernale costosa e una gestita con intelligenza. La manutenzione termosifoni, spesso trascurata o rimandata, è il punto di partenza indicato anche dall’ENEA — l’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile — che ogni anno fornisce indicazioni pratiche per aiutare le famiglie a ridurre i consumi e alleggerire la bolletta del gas.

Perché la manutenzione preventiva vale più di qualsiasi promozione tariffaria

Un impianto di riscaldamento trascurato consuma più energia per produrre la stessa quantità di calore. È una questione fisica, non un’opinione: caldaie con filtri sporchi, termosifoni con aria intrappolata o tubature non coibentate disperdono energia in modo invisibile ma costante. Il risultato è che si paga di più, si scalda di meno e si usura l’impianto più rapidamente.

Ecco perché intervenire prima dell’accensione stagionale è la mossa più efficace. Non si tratta di sostituire l’intera caldaia o investire in tecnologie costose: spesso bastano operazioni semplici, alcune delle quali si possono fare autonomamente, altre richiedono un tecnico abilitato.

Le operazioni essenziali prima di accendere i termosifoni

La checklist di manutenzione termosifoni che conviene seguire ogni autunno comprende diversi livelli di intervento:

  • Spurgo dei radiatori: l’aria che si accumula nei termosifoni durante i mesi di inattività impedisce all’acqua calda di circolare correttamente. Lo spurgo si esegue con una chiavetta apposita sull’apposita valvolina, fino a quando non fuoriesce solo acqua. È un’operazione che chiunque può fare in pochi minuti.
  • Verifica della pressione del circuito: il manometro della caldaia deve indicare una pressione compresa tra 1 e 1,5 bar a freddo. Valori fuori da questo intervallo segnalano perdite o problemi nel circuito idraulico.
  • Pulizia dei filtri: i filtri dell’impianto trattengono residui e impurità. Se intasati, riducono il flusso d’acqua e costringono la caldaia a lavorare di più.
  • Controllo delle valvole termostatiche: le valvole che regolano il flusso nei singoli radiatori possono bloccarsi dopo mesi di inattività. Vanno verificate e, se necessario, sbloccate manualmente.
  • Ispezione delle tubature a vista: perdite, incrostazioni o tratti non coibentati sono sprechi energetici silenziosi. Una coibentazione adeguata dei tubi nelle zone non riscaldate (cantine, garage) riduce le dispersioni termiche.
  • Revisione annuale della caldaia: obbligatoria per legge in Italia, la manutenzione della caldaia da parte di un tecnico certificato non è solo un adempimento burocratico — è la garanzia che l’apparecchio funzioni in modo sicuro ed efficiente.

Le indicazioni ENEA: dieci regole per risparmiare in bolletta

ENEA ha elaborato nel tempo un insieme di dieci consigli pratici per riscaldare casa in modo più efficiente e ridurre le emissioni. Non si tratta di indicazioni teoriche, ma di comportamenti concreti che, applicati sistematicamente, producono effetti misurabili sulla spesa energetica.

→ Leggi anche: Termosifoni: cosa fare prima di riaccenderli secondo ENEA per risparmiare in bolletta

Tra le indicazioni ricorrenti figurano la regolazione della temperatura interna — idealmente tra i 18 e i 20 gradi nelle ore diurne — e la riduzione automatica durante la notte o l’assenza. Ogni grado in più rispetto al necessario comporta un aumento dei consumi stimabile attorno al 5-7%, una percentuale tutt’altro che trascurabile su base annua.

L’ENEA sottolinea anche l’importanza di non ostruire i termosifoni con mobili, tende o altri oggetti: un radiatore coperto irradia il calore verso la parete o verso il tessuto, non verso l’ambiente. Posizionare un pannello riflettente tra il termosifone e la parete esterna è un accorgimento economico che può ridurre ulteriormente le dispersioni.

Tecnologia e monitoraggio digitale: il consiglio più attuale

Tra le linee guida più recenti diffuse dall’ENEA, emerge con chiarezza l’invito ad adottare strumenti di monitoraggio digitale dei consumi. I termostati intelligenti (smart thermostat) e i sensori di presenza rappresentano oggi una delle soluzioni più accessibili per ottimizzare il riscaldamento senza rinunciare al comfort.

Un termostato programmabile — anche nella sua versione non connessa — permette di impostare profili di temperatura differenziati per fascia oraria e giorno della settimana. I modelli smart, collegati allo smartphone, consentono di intervenire a distanza e di ricevere report sui consumi. I sensori di presenza, integrati in alcuni sistemi domotici, spengono o abbassano il riscaldamento automaticamente quando nessuno è in un determinato ambiente.

L’investimento iniziale per questi dispositivi si ammortizza generalmente in una o due stagioni di riscaldamento, a seconda dei consumi di partenza e delle abitudini domestiche. Per chi vuole approfondire le indicazioni ufficiali, il sito istituzionale di ENEA raccoglie guide, schede tecniche e aggiornamenti normativi.

→ Leggi anche: Riscaldamenti, quando accendere secondo la zona climatica: la guida ENEA per non sprecare (e risparmiare davvero)

Zone climatiche e tempistiche di accensione: cosa dice la normativa

In Italia, i periodi di accensione dei riscaldamenti sono regolati per zone climatiche, dalla A (la più mite, tipica di alcune aree costiere meridionali) alla F (la più fredda, comprendente le zone alpine). Ogni comune è classificato in una di queste fasce, che determinano le date entro cui è consentito accendere i riscaldamenti e per quante ore al giorno.

Conoscere la propria zona climatica è utile non solo per rispettare la normativa, ma anche per pianificare la manutenzione termosifoni con il giusto anticipo. Intervenire almeno due o tre settimane prima della data di accensione consentita permette di eseguire lo spurgo, verificare la pressione e, se necessario, far intervenire il tecnico senza urgenza — e quindi senza i costi aggiuntivi che spesso accompagnano le chiamate di emergenza.

Piccoli cambiamenti di comportamento che incidono sulla bolletta

Oltre agli interventi tecnici, l’ENEA ricorda che molte delle perdite energetiche dipendono dalle abitudini quotidiane. Arieggiare i locali è necessario per la qualità dell’aria, ma farlo con le finestre spalancate per ore mentre il riscaldamento è acceso equivale a sprecare energia in modo diretto. Bastano cinque-dieci minuti di ricambio d’aria rapido, con le valvole termostatiche abbassate, per ottenere il risultato senza vanificare il lavoro della caldaia.

Allo stesso modo, sfruttare al massimo il calore solare nelle ore diurne — tenendo le tende aperte sui lati esposti a sud — riduce il carico sul sistema di riscaldamento. La sera, chiudere le tende o le persiane crea uno strato isolante che trattiene il calore accumulato durante il giorno.

La manutenzione termosifoni non è un costo: è un investimento con un ritorno rapido e misurabile. Dedicarle attenzione prima dell’inverno significa affrontare la stagione fredda con un impianto efficiente, bollette più contenute e la tranquillità di sapere che ogni componente funziona come dovrebbe. In un momento in cui i costi energetici restano una voce rilevante per molte famiglie italiane, partire da ciò che si ha già — e mantenerlo in buone condizioni — è spesso la scelta più razionale che si possa fare.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Change privacy settings
×