Economia

Bonus gite scolastiche 2026, fino a 150 euro per figlio: nuove soglie ISEE e più famiglie coinvolte

Bonus gite scolastiche 2026 fino a 150 euro per figlio
Bonus gite scolastiche 2026, fino a 150 euro per figlio - misteriditalia.it

Per molte famiglie il momento della gita scolastica non è solo atteso dai ragazzi ma diventa anche una questione concreta di spese da affrontare, ed è proprio qui che il Bonus Gite 2026 entra in gioco con regole nuove che cambiano davvero chi può beneficiarne.

Il Bonus gite scolastiche viene confermato anche per l’anno 2025/2026, ma con un’impostazione diversa rispetto al passato. L’obiettivo resta quello di alleggerire il costo dei viaggi di istruzione, che spesso incidono sul bilancio familiare, soprattutto quando ci sono più figli. La differenza, oggi, sta nelle nuove soglie ISEE e nel modo in cui il contributo viene gestito.

ISEE più alto, più famiglie coinvolte

La novità più evidente riguarda il limite economico per accedere al bonus. La soglia ISEE sale a 20.000 euro, rispetto ai precedenti 15.000. Un cambiamento che amplia la platea e permette anche a famiglie che fino a ieri restavano escluse di ottenere il contributo.

Il valore del bonus resta fissato fino a 150 euro per ogni figlio, ma il suo impatto è tutt’altro che simbolico. In molti casi copre una parte consistente della quota della gita, rendendo più semplice la partecipazione degli studenti alle attività fuori dalla scuola.

Non esiste una domanda unica: decide la scuola

Uno degli aspetti che più cambia riguarda la gestione. Non c’è più una piattaforma nazionale centralizzata: il bonus viene gestito direttamente dalle singole scuole. Questo significa che ogni istituto stabilisce tempi, modalità e criteri per assegnarlo.

Per le famiglie cambia l’approccio. Non basta sapere che il contributo esiste: bisogna seguire le comunicazioni della scuola, controllare le circolari e rispettare le scadenze fissate. È un passaggio meno immediato rispetto al passato, ma ormai è lì che si gioca tutto.

Come viene erogato il contributo

Il funzionamento del rimborso dipende dalla situazione concreta. Se la gita non è ancora stata pagata, il bonus viene applicato direttamente come sconto sulla quota. La famiglia si trova quindi a versare un importo già ridotto.

Se invece il pagamento è già stato effettuato, la scuola può procedere con un rimborso tramite bonifico. Anche in questo caso, però, serve che la documentazione sia in regola, a partire da un ISEE aggiornato per il 2026.

Un bonus per ogni figlio e attenzione alle scadenze

Un dettaglio che spesso passa inosservato riguarda la richiesta: il bonus gite va richiesto per ogni studente. Non esiste un’unica domanda per famiglia, e questo diventa rilevante soprattutto nei nuclei con più figli iscritti a scuola.

Le scuole possono anche stabilire criteri di priorità, ad esempio favorendo chi ha un ISEE più basso o chi non ha mai ricevuto il contributo negli anni precedenti. Sono decisioni che variano da istituto a istituto e che possono fare la differenza nell’assegnazione.

Alla fine, più che un semplice contributo, questo bonus si inserisce in un equilibrio delicato tra risorse disponibili, autonomia delle scuole e bisogni delle famiglie. E la sensazione è che, ancora una volta, tutto dipenderà da quanto si riesce a stare dietro alle comunicazioni e a muoversi nei tempi giusti, perché è lì che spesso si decide chi parte davvero e chi resta a guardare.

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