DALL’ERGASTOLO ALLA SEMINFERMITA’ tutto comincia con un supertestimone

Lorenzo Paolucci, 13 anni
Lorenzo Paolucci, 13 anni
Simone Allegretti, 4 anni
Simone Allegretti, 4 anni

Il 24 novembre 1995, durante il processo di Appello, i difensori diLuigi Chiatti chiedono che venga ascoltato un testimone la cui deposizione servirebbe a dimostrare l’infermità mentale del loro assistito. Assieme a questo, chiedono anche la rinnovazione della perizia psichiatrica. Così, l’avv. Guido Baccino spiega la duplice richiesta: “Si tratta di un giovane di 28 anni, Tiziano D’Amico, attualmente detenuto nel carcere di Forlì per vari reati contro il patrimonio. Ha vissuto con Chiattil’esperienza dell’orfanotrofio di Narni ed ha detto di essere a conoscenza di gravissimi episodi di violenza, anche sessuale, subiti dal nostro assistito fino ai 6 anni, quando è stato adottato”.Secondo l’avvocato Bacino questa richiesta di “prova nuova” è “fondamentale ai fini dell’accertamento della capacità di intendere e di volere dell’imputato: il collegamento tra le violenze, i traumi infantili e l’ infermità mentale è infatti sostenuto dalla maggior parte degli studiosi. Con questa testimonianza potremmo avere la conferma che è vero quanto soltanto ipotizzato da altri testimoni (due responsabili dell’istituto ed un compagno di Chiatti), sentiti durante il processo di primo grado. Qualcuno parlò, è vero, di presunte molestie da parte di un sacerdote: il nostro testimone, invece, afferma cheChiatti fu oggetto di ripetute violenze da parte di due adulti. Su questo deve esserre fatta chiarezza”. Il presunto supertestimone si era fatto vivo una prima volta proprio con lo stesso Chiatti, al quale aveva spedito una lettera in carcere poco dopo l’arresto e prima del processo di primo grado. La decisione diD’Amico di parlare – secondo quanto riferito dal difensore di Chiatti – risalirebbe al 31 ottobre 1994, quando in una lettera (ricevuta per errore dal legale che rappresenta la madre naturale dell’imputato, ma in realtà indirizzata ai suoi difensori) D’Amico scrive testualmente: “Sarebbe giusto che almeno i suoi avvocati sappiano una volta per tutte che cosa accadeva lì dentro in quell’orfanotrofio ben visto dalla società”.“All’abbandono da parte della madre – aggiunge Bacino – possiamo ora aggiungere le violenze subite in orfanotrofio per spiegare finalmente l’amnesia di Chiatti e l’origine della sua grave patologia. Ricordiamo solo che l’88 per cento delle persone affette da disturbi ‘border-line’ hanno subito abusi infantili macroscopici, vale a dire violenze fisiche e sessuali”. Anchealla luce di ciò – secondo l’altro difensore,ClaudioFranceschini – “vi deve essere una rinnovazione parziale del dibattimento ed una nuova perizia psichiatrica sull’imputato”.Alla deposizione del nuovo testimone e alla rinnovazione della perizia psichiatrica si oppongono sia il pubblico ministero che le parti civili. “Capisco che questa è l’ ultima speranza per la difesa – afferma il pm Miriano – ma non si possono certo mettere in discussione la qualità e la quantità degli accertamenti clinici compiuti sull’imputato. Sentire il presunto nuovo testimone, poi, è irrilevante e ininfluente: anche se fosse vero quello che dice, non aggiungerebbe nulla a quanto già sappiamo su Chiatti e cioè che al momento dei fatti era perfettamente capace di intendere e di volere”.Il 30 novembre 1995 la deposizione di Tiziano D’Amico viene ammessa dalla corte d’Appello di Perugia.

LA DEPOSIZIONE DEL SUPERTESTIMONE D’AMICO

MA IL SACERDOTE ACCUSATO NEGA

E DUE TESTIMONI SMENTISCONO