MAGGIO 2000: DOPO 22 ANNI DI OCCUPAZIONE ISRAELE SI RITIRA DAL LIBANO

Ritiroisraele2000
il ritiro israeliano 22 anni dopo
l’occupazione del sud del Libano

24 MAGGIO 2000: la fascia di sicurezza nelLibano del Sud non esiste più. Finiscono 22 anni di occupazione israeliana.

Quella zona frontaliera occupata per la prima volta nel 1978 e definita nel 1985 per prevenire attacchi della guerriglia contro Israele viene spazzata via dalla trionfale e rapida avanzata dei combattenti islamici di Hezbollah che, a mano a mano, prendono possesso dei villaggi e delle postazioni precipitosamente evacuate dai 2.500 uomini dell’Esercito del Libano Sud (Els), la milizia mercenaria armata da Israele.

Dopo il crollo del settore centrale della fascia, comincia la disintegrazione prima di quello occidentale, sulla costa, e poi di quello orientale, verso il confine con laSiria. Fra gli altri crollano due importanti avamposti. Prima quello di Khiam, dove la popolazione locale fa irruzione nell’atroce carcere, luogo di torture, e, dopo aver liberato oltre 100 detenuti libanesi (uomini e donne), semidistrugge l’edificio.

Poche ore dopo cade anche Marjayoun, sede del comando generale dell’esercito israeliano e  dell’Els.

Nelle decine di villaggi finalmente liberi dall’occupazione straniera si ripetono le scene di commozione e di giubilo della gente che, dopo tanti anni, rientra nelle proprie case e riabbraccia i propri congiunti. Lanci di fiori e di riso e canti, pianti, grida, danze e sventolio dei gialli vessilli Hezbollah.

A parte alcune unità ancora dislocate nella postazione del castello di Beaufort, e che dovrebbero presto rientrare anch’esse nello Stato ebraico, la presenza militare israeliana sembra essersi volatilizzata.

Centinaia di miliziani dell’Els si consegnano all’esercito libanese al posto di controllo di Hamra, sulla strada costiera che collega Tiro a Naqoura, dove si trova il quartier generale della Forza di pace dell’ONU (UNIFIL).

Gli Hezbollah entrano in decine di villaggi (alcuni anche cristiani), tra cui anche Naqoura, tra scene di giubilo della popolazione sciita e timori di quella cristiana.

Sotto la pressione dell’avanzata di Hezbollah, sulla strada a Sud di Naqoura, in direzione di Israele, si forma una lunga colonna di auto con a bordo centinaia di libanesi, per lo più cristiani o familiari di miliziani, che cercano di riparare nello Stato ebraico.

I timori di vendette nel caos del dopo-ritiro sono molto sentiti dai cristiani della regione (molti dei quali hanno avuto congiunti nell’Els), ma Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah, li rassicura, affermando che i suoi uomini non torceranno un capello ad un solo miliziano.

Nasrallah al contempo ammonisce gli israeliani che Hezbollah proseguirà negli attacchi contro Israele se questo non si ritirerà del tutto anche dalla controversa area delle fattorie di Shebaa, presso il confine con il Golan siriano.

Fonte: Ansa

LE TAPPE DEL RITIRO ISRAELIANO

CHE COS’E’ LA FASCIA DI SICUREZZA

LE CONTROVERSE FATTORIE DI SHEBAA

UMILIATO IL GEN. ANTOINE LAHAD

CI VUOLE PRUDENZA
The Daily star (Libano)

E’ DAVVERO FINITA?
di Robert Fisk

LA LIBERTA’, FINALMENTE
Di Scarlett Haddad

UN GESTO DI PACE
Haaretz (Israele)