MAI AVERE PAURA. Vita di un legionario non pentito

05-mai-avere-pauraIncipit: “Questo libro: Nome in codice Pedro Perrini. Sono un legionario e il mio mestiere è fare la guerra. Sono entrato nella Legione straniera nel 1994. Avevo trentasette anni ed ero arrivato a un punto di non ritorno. La faccenda è stata piuttosto rapida. Si è svolta nel giro di pochi minuti, in una stanzetta spoglia, due sedie e una scrivania. Il caporal-chef ha scribacchiato qualcosa su un modulo, poi ha alzato lo sguardo, mi ha fissato negli occhi e ha annunciato la mia nuova identità: «Perrini Pedro, nato a Roma, classe 1957, stato civile celibe». I vecchi documenti ormai non servivano più. Me li hanno tolti e li hanno messi sottochiave. Poco importava che fossi sposato, avessi una casa e due figli: improvvisamente risultavo libero, la mia vita precedente era stata completamente annullata. Era bastato un colpo di penna. Ciò che ero non esisteva più, ciò che possedevo aveva smesso di appartenermi. Ero un legionario, un uomo senza nome, questo doveva bastare. Negli anni successivi ho inseguito a lungo l’idea della morte. L’ho corteggiata dal Camerun a Gibuti, alla Repubblica Centrafricana. Non tutto quello che ho visto potrà essere raccontato, ci sono cose che non devono essere dette, per rispetto, per pudore e per scelta. Quelle, statene certi, le terrò per me. Per ora vi basti sapere questo: Perrini Pedro non era un romantico in cerca d’avventura, Perrini Pedro era un aspirante suicida. Aveva le sue ragioni, ovviamente, ma di queste parleremo più avanti. In questo libro vi racconterò cosa significa essere un legionario. Cosa significa oggi e cosa significava quando ho avuto l’onore di diventarlo. È una storia lunga e movimentata. Ma prima di cominciare devo fare una fondamentale premessa: portare il képi blanc, il tipico copricapo del Corpo, non è come indossare un berretto da baseball”.

 Ecco la guerra vista dalla parte dei cattivi, di chi la fa per scelta, non per dovere, ma per scappare dalla vita dei ‘buoni’ che lo ha tradito. Una scelta che significa vivere sospesi, talvolta precipitando fino nel fondo dell’inferno, rispettando le regole del male, che sono spesso più dure e più rigide di quelle del bene. Una fuga, una nuova esistenza, una rinascita che spesso significa morire di nuovo e per davvero: tutto quello che viene narrato in queste pagine è vita vissuta. Una vita spericolata, con la morte sempre appollaiata sulle spalle, e, contrariamente a quello che si crede, del tutto priva di quel romanticismo fasullo spacciato dalla letteratura e dai film. Messa a nudo in queste pagine, questa vita fa però capire oggi, mentre divampano un po’ dovunque focolai, cosa sia veramente la guerra fatta dai professionisti: legionari o contractor, fatta per conto di una potenza straniera che paga lauti stipendi ma per la quale si è solo nomi e numeri. E cosa voglia dire uccidere e morire senza uno straccio di ideale.

Danilo Pagliaro, il legionario che si è arruolato nella Legione straniera, protagonista e autore di questo libro, ha deciso di raccontare  in prima persona, con l’aiuto di un grande giornalista come Andrea Sceresini, la sua avventura col kepì. La sua non è però la storia di un soldato pentito o di un killer alla ricerca di un nuovo perdono. E’ l’approdo a una scelta estrema e sofferta fatta da un uomo, sposato con figli, che a un certo punto della vita ha deciso di buttarsi in un’avventura estrema per dare un nuovo senso alla propria esistenza. Dopo l’arruolamento presso la sede di Aubagne, nella Francia meridionale, e l’addio alla propria identità, per il legionario Perrini è l’inizio di un percorso che lo porterà a combattere soprattutto in Africa, là dove rivoluzioni e crisi internazionali richiedono l’impiego di forze militari perfettamente  addestrate. Pagliaro alias Perrini, dopo l’addestramento viene impiegato in operazioni di assalto e di difesa, in corpo a corpo, in cecchinaggio di medio e lungo raggio. Impara a conoscere e a usare ogni tipo di arma, dalle mitragliatrici ai fucili d’assalto. Impara a rispettare le regole e a ubbidire senza fiatare agli ordini dei superiori. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, in queste pagine non c’è traccia di fanatismo. Non ci sono momenti eroici e sacrifici inutili: la vita del legionario non ammette protagonismi ed esibizionismi ed è ben diversa dall’immaginario di coloro che amano la guerra per sé stessa e credono al mito romantico dell’eroe pronto a tutto. Il valore del racconto sta, oltre che nella godibilità della narrazione, nel fatto che apre una finestra su un mondo sconosciuto a chi non ne ha fatto parte. Infatti è la prima testimonianza di un legionario in servizio che sfata molti miti e lascia intuire cosa si provi a trovarsi di fronte un uomo a cui bisogna sparare per non essere uccisi. Naturalmente la lettura è sconsigliata ai pacifisti.

Danilo Pagliaro con Andrea Sceresini

MAI AVERE PAURA. Vita di un legionario non pentito

Chiarelettere, 218 pagine, € 13,60 anziché 16,00 su internetbookshop. Disponibile in Ebook a 9,99