LA TEMPESTA DI SASA’

07-la-tempesta-di-sasaIncipit. Prologo: “E adesso? È stata Monica a vederli arrivare dalla finestra. Adesso cosa succede? Che cosa mi aspetta? «Uscite! Mani in alto!» Dove si va, da qui? Da questa sala d’aspetto enorme, piena di gente che va avanti e indietro? Ho fatto appena in tempo a togliere la carta d’identità dalla sua custodia di plastica, strappare la foto, e ingoiare il resto. Sì, ingoiare. In Spagna se ti beccano con i documenti falsi sono anni di carcere in più. Meglio mangiare un po’ di cellulosa. Questo posto ha un’aria così familiare. Un luogo di attesa, dove le vite passano in fretta. Mi guardo intorno e quasi mi sembra di poter sentire gli annunci: arrivi, partenze. Come se stessi aspettando l’ennesimo treno, per l’ennesima fuga. Sono uscito di casa con le mani in alto. Ho percepito l’angoscia di Monica alle mie spalle. Era tutto finito. Sembra la sala d’aspetto di una stazione, invece è quella di un carcere. La matricola. «Salvatore Striano, lei è in arresto.» E ora eccomi qui seduto, ad aspettare il mio destino. Dove mi porterà? Da quale terra di errori arriva, e verso quale altro buio va? Verso quale altro Male?”.

Chi ha visto e apprezzato il bellissimo film del 2012 Cesare deve morire, diretto dai fratelli Taviani, vincitore dell’Orso d’oro di Berlino e di molti altri premi fra cui il David di Donatello e il Nastro d’argento, si berrà letteralmente questo libro che per molti versi ne costituisce il backstage anche se narra le operazioni di allestimento dietro le sbarre, con i carcerati come attori, di un’opera di Shakespeare diversa: non La tempesta di cui tratta il libro, bensì il  Giulio Cesare. Il cast del film è costituito dagli stessi personaggi che sono protagonisti di queste pagine: tutti i detenuti della sezione di ‘alta pericolosità’ del carcere di Rebibbia che avevano accettato di entrare a far parte del gruppo teatrale, mostrando di possedere un minimo di talento per la recitazione: assassini, mafiosi, camorristi… vite a perdere, alle quali un giorno viene offerto un motivo per tornare a sentirsi uomini e  protagonisti della propria esistenza, sia pure nella bolla di un sogno: quella della recitazione. Fra quegli uomini, che compaiono nel cast con nomi e cognomi veri, gli stessi di cui narra l’autore in questa pagine, c’è anche l’autore del libro: Salvatore ‘Sasà’ Striano, l’ex leader delle Teste Matte, la banda di ragazzini killer che per anni hanno imperversato nei vicoli dei Quartieri spagnoli, a Napoli, spacciando, assaltando negozi, rapinando, scippando Rolex e ammazzando. Il libro, che dà seguito al primo, intitolato appunto Teste matte (Chiarelettere), prende il via dall’arrivo a Rebibbia di Sasà, estradato dalla Spagna che vanta un sistema carcerario più morbido e umano del nostro, ma anche più inflessibile. Quando viene estradato Sasà ha quattordici anni da scontare in Italia con uomini più pericolosi di lui, fra cui ci sono gli stessi camorristi a cui le Teste matte avevano fatto la guerra. Quattordici anni senza più cielo da guardare, né telefonate frequenti alla famiglia. Quattordici anni senza alcun contatto umano con i carcerieri e soprattutto senza le ore d’intimità con la moglie che gli erano state concesse dagli spagnoli. Tutto finito. Il detenuto Striano sta per affogare in una botte di psicofarmaci quando gli viene offerta la possibilità di tornare a vivere dentro altre vite e altri spazi: quelli senza sbarre del palcoscenico.

A Rebibbia, grazie all’iniziativa di un ergastolano, prende vita un gruppo di recitazione eterogeneo e stravagante. Una specie di ‘armata Brancaleone’  formata da uomini duri. Tutti hanno alle spalle storie di sangue. Tutti, dopo molte resistenze, trovano gusto a entrare nei panni dei personaggi, a ridere e a piangere con loro. E Sasà è bravissimo. Un attore nato. Si comincia con qualcosa di molto sentito da tutti, specialmente dai napoletani: L’oro di Napoli, di Eduardo: un successo che suscita l’entusiasmo perfino di Luca De Filippo, che regala alla ‘compagnia’ la sceneggiatura originale di suo padre e gli arredi di scena. Sempre più motivato, il gruppo decide di proseguirei con un’altra commedia, ma questa volta sotto la direzione di un regista vero: Fabio Cavalli, lo stesso a cui si dovrà, anni dopo, la regia teatrale del Giulio Cesare da cui i Taviani hanno tratto il film. Cavalli decide di affrontare  La tempesta di Shakespeare, una delle ultime opere del Bardo, la commedia del tradimento, del perdono e della libertà, piena di allegorie e di riferimenti che ciascuno può adattare a sé, fare propri. Mettere in scena La tempesta è una sfida anche per le compagnie di attori professionisti, figuriamoci per un gruppo di detenuti che non ne vogliono sapere di tradire il loro mito Eduardo. Ma un po’ con le buone e un po’ con le cattive, Cavalli li convince e comincia così, fra gli sfottò a quel ‘Scespìr’, la nuova, grande avventura.

Dovendo scrivere di questo libro ho sentito il bisogno di citare il film perché offre ai lettori la possibilità di vedere in faccia i protagonisti, di entrare a Rebibbia a visitare i luoghi in cui provano, recitano, vivono e poi, quando le luci della ribalta si spengono, si ritrovano soli con la moka, il barattolo del caffè, i pensieri, i rimpianti e le malinconie che non abbandonano mai chi è stato privato della libertà“. Salvatore Sasà Striano, che dal 2006, grazie all’indulto,è un uomo libero, ha riversato il suo invincibile bisogno di riscatto nella recitazione per cui  sembra possedere un grande talento. Oggi è un attore professionista ed è entrato nel cast dello sceneggiato Gomorra. In questo libro, il secondo dopo Le teste matte scritto con lo sceneggiatore napoletano, Guido Lombardi, si rivela  anche un narratore straordinario, capace di tenere il lettore avvinto non solo ai fatti, che si snodano nella quotidianità di Rebibbia, fra copioni da mandare a memoria, viste delle mogli, perquisizioni delle celle, contrasti e ore d’aria,  ma anche alle parole, alle sensazioni, ai pensieri. Un libro assolutamente da leggere.

Salvatore Striano

LA TEMPESTA DI SASA’

Rubbettino, 221 pagine, € 13,60 anziché 16,00 su internetbookshop. Disponibile in Ebook a 9,99