GLI INFEDELI. Storie e domande della Uno bianca

02 - Infedeli

Incipit.
Dalla prefazione di Carlo Lucarelli. Chi si ricorda più della Uno bianca?
Noi italiani facciamo in fretta a dimenticare le cose.
Per esempio – a parte chi gli eventi li ha vissuti sulla propria pelle, come le ferite fisiche dei proiettili e delle schegge, o quelle anche più dolorose della perdita di una persona amata, a parte libri come questo e a parte anniversari e commemorazioni – chi si ricorda più di quella vecchia storia della Uno bianca?
Una storia dimenticata così in fretta da farsi paradossalmente scordare anche mentre stava accadendo.
Perché una vicenda così incredibile e così mostruosa non ha mai avuto il dibattito storico, civile soprattutto politico che avrebbe meritato?

Zero
Esco di casa, chiudo la porta, cerco di fare meno rumore possibile. Mi piace non disturbare, mi piace il silenzio in cui mi tuffo.
Respiro a pieni polmoni l’aria fresca e pungente dell’alba ed è una sensazione piacevole, che non provavo da tempo, più o meno da quando ho smesso di lavorare e le mie giornate avevano il pregio e il difetto di portarmi fuori a qualsiasi ora.

Nei tre decenni che hanno preceduto la nascita della terza repubblica si è visto davvero di tutto. Sangue, depistaggi, menzogne, fascicoli secretati, paura nelle strade, delitti politici. Tutto, tutto, tutto. Ma il limite con l’assurdo è stato superato dalla vicenda della Uno bianca. Una storia che se fosse un film verrebbe inserito nel genere a “police thriller” con quella coloritura pulp che piace tanto a Quentin Tarantino.
Ma non è un film. E storia.
Dal 1987 al 1994, per sette lunghi anni, la banda della Uno bianca ha insanguinato due regioni: Emilia Romagna e Marche, seminando morte e terrore. Un caso criminale che non ha eguali non solo in Italia ma anche in tutto il mondo occidentale perché i responsabili di un centinaio di rapine a mano armata con altrettanti ferimenti e 24 omicidi, erano tutti, tranne uno, poliziotti. Uomini in divisa che di giorno facevano i tutori dell’ordine e di notte rapinavano e ammazzavano.
Perché ci sono voluti sette anni per farsi venire il sospetto che dietro a quei fatti, molti dei quali non spiegabili con la voglia di arricchirsi in fretta, compiuti con un’efficienza attribuibile solo a professionisti, potessero esserci dei poliziotti? Perché a nessuno è venuto in mente di incrociare i dati che avrebbero permesso di scoprire i responsabili molto prima? Perché su questa vicenda non si è aperto un dibattito in parlamento mentre le interrogazioni presentate dai parlamentari di Rifondazione comunista all’allora ministro degli Interni Roberto Maroni sono rimaste lettera morta? Perché non si sono approfondite le indagini sui legami fra i Savi e i loro complici con la famigerata Falange armata?
A vent’anni dall’arresto dei fratelli Savi e degli altri componenti della banda in divisa, arrivano finalmente, con questo libro, alcuni elementi  “dall’interno”. L’autore Carmelo Pecora,  infatti , all’epoca dei fatti era poliziotto a Forlì, assegnato alla divisione  scientifica, il che lo poneva esattamente al centro della scena.  Questo oggi gli permette di ripercorrere la lunga scia di delitti e di analizzarli da una prospettiva nuova rispetto a tutti coloro che se ne sono occupati a partire dall’individuazione e dall’arresto dei cinque killer. Il risultato di questo sforzo è una storia agghiacciante che offre innumerevoli spunti di riflessione: dalla formazione professionale di chi porta la divisa ed è autorizzato a impugnare le armi, alla vigilanza sui colleghi da parte di coloro che avrebbero il dovere di difendere i cittadini dalle “teste calde”, fino alla rete di protezioni e di omertà che non manca mai di essere stesa ogni volta che si verificano abusi gravi come i fatti della Diaz e i pestaggi mortali come quello subito dal giovane Aldrovandi, da Uva, da Cucchi, giusto per fare pochi nomi.
Carmelo Pecora, che a differenza di molti esponenti delle forze dell’ordine e della magistratura che di colpo hanno avvertito l’impellente bisogno di scrivere libri, è un vero scrittore prestato alla forze dell’ordine. E questo fa la differenza. Perché oltre che interessante e istruttivo, questo saggio è una lettura indimenticabile.

Carmelo Pecora
GLI INFEDELI. Storie e domande della Uno bianca
Con una nota di Carlo Lucarelli
Zona, 166 pagine, 14,45 euro anziché 17,00 su internetbookshop.