I CARNEFICI

06 - I carnefici
Incipit. La festa della crescentina, agosto 2014. Una sera di fine estate, sull’Appennino tosco-emiliano, all’acrocoro di Monte Sole, nei comuni di Marzabotto, Grizzana Morandi, Monzuno, in provincia di Bologna, in mezzo a una vasta area di 6.300 ettari tra i fiumi Setta e Reno.
Al tramonto, i contorni della montagna diventano più marcati e gli alberi disegnano strani chiaroscuri dentro un semicerchio. Quando le nuvole si diradano, le stelle accompagnano i viandanti lungo un percorso certo e un riparo sicuro, nel rifugio del Poggiolo.
A Monte Sole ci sono gruppi di case sparse che formano un’antica comunità. Le mulattiere portano fin dentro alla buia macchia, i tratturi fangosi tagliano in due i dirupi. Lungo quegli sterrati, fratelli e sorelle cenobiti della «Piccola famiglia dell’Annunziata» camminano silenziosi e pregano per la pace, ogni sera, dai ruderi della chiesa al piccolo cimitero di Casaglia. Vi è
sepolto Giuseppe Dossetti, presbitero, politico, teologo, uno dei padri del Cattolicesimo democratico, a tre metri dal muro della cappella, forato dai colpi contro i civili della mitraglia nazista, il 29 settembre 1944.
C’è qualcosa di commovente
C’è qualcosa di commovente e inatteso, che provoca un silenzio totale, quasi metafisico, nella bellezza scarna dell’altopiano di Monte Sole. Qualcosa che fa scattare una forma di stupefatto dolore. Affonda in una coltre di buio immenso, nel peso della Storia.
Camminando lungo i sentieri in quei luoghi incontaminati, tra il verde intenso dei boschi e il marrone delle foglie che cadono preannunciando l’arrivo dell’autunno, si è trasportati nel passato un istante dopo l’altro, immersi in un tempo che fatica a diventare presente e futuro, in una dimensione irreale in cui l’identità sfuma. D’improvviso le voci di uomini e donne, le grida di sofferenza
degli anziani e le urla dei bambini si materializzano nella nostra coscienza, in un attimo che pare eterno. È il momento in cui noi diventiamo di colpo memoria vivente.
Quella sera, in particolare, il cielo è stellato, non vi sono nuvole, la luna è quasi piena, i contorni delle montagne sono perfettamente visibili, la temperatura è tiepida. Gli uomini e le donne sono ormai andati a riposare, i ragazzi si divertono a modo loro, lontani, in discoteca.
Dalla camera da letto al primo piano, si sente solo nonna Maria che prega a bassa voce. Il suo rosario è una vecchia nenia che si sussurra ai bambini prima di addormentarsi.

E’ una bella sera di fine settembre. In una cascina sul pianoro di Monte Sole un anziano mostra al nipote un plico di vecchie fotografie, mappe militari ingiallite, cartine geografiche, carte processuali consunte dall’uso. Sono tutto quel che resta di una storia avvenuta settant’anni fa. Una bruttissima storia di dolore e di sangue che  senza quelle carte  a testimoniarla e soprattutto senza i ricordi ancora vivi nella memoria del vecchio sprofonderebbe nel grigiore opaco dell’oblio.
E’ la storia di una strage nazifascista avvenuta in quel borgo rurale nell’estate nella tarda estate del 1944.
Inferociti dall’inarrestabile avanzata delle truppe alleate, temendo  una liberazione delle regioni del Nord favorita dalle formazioni partigiane, quell’estate  i tedeschi da un lato schieravano truppe decise a tutto lungo la linea Gotica  e dall’altro avevano ingaggiato una lotta senza quartiere contro i ‘banditen’  i partigiani che combattevano sulle montagne una guerra di guerriglia in seguito rivelatasi decisiva per la liberazione.
Il lavoro più sporco e maledetto, quello di scovare i combattenti senza divisa dovunque potessero annidarsi, vale a dire nelle fattorie, nelle stalle, perfino nelle chiese e nelle canoniche,  era stato assegnato alle divisioni speciali delle SS combattenti, che vennero guidate da italiani i cui nomi sono venuti alla luce di recente grazie alla scoperta degli elenchi conservati in armadi chiusi a chiave e dimenticati. Gli armadi della vergogna.
Ma non è stata una caccia al partigiano quella messa in atto sull’Appennino tosco emiliano (come in molto altri luoghi) Gli alleati avanzavano e il nemico aveva fretta quindi perché perdere tempo a cercare pochi disperati col fucile a tracolla e le munizioni che ormai scarseggiavano? Meglio pianificare l’eliminazione di massa della popolazione civile, sospettata di aiutare i partigiani, radendo al suolo paesi e borgate
A fare da lugubre colonna sonora ai massacri, il suono di un organetto che precedeva l’arrivo degli assassini con la svastica e con i fasci. Sant’Anna di Stazzema, Bardine, Vinca, Casaglia, Marzabotto: sono nomi per lo più sconosciuti alle nuove generazioni. In quella lunga estate del 1944 furono  teatro di una ferocia senza pari, del tutto gratuita e ingiustificata e per comprenderne tutto l’orrore basta leggere l’età anagrafica delle vittime i cui nomi sono scolpiti nelle lapidi.
Il vecchio, che all’epoca della strage a Monte Sole era un ragazzo miracolosamente sfuggito alla ferocia della “16. SS-Panzergrenadier-Division Reichsführer”,  è rimasto ormai uno dei pochissimi testimoni: un vero e proprio ‘armadio della vergogna’ vivente perché, come si può facilmente immaginare, alla Divisione assassina di cui Walter Reder è stato uno dei comandanti, addestrata appositamente per le stragi contro i civili, si erano arruolati  un centinaio di italiani i cui nomi sono diventati di dominio pubblico solo dopo la pubblicazione degli elenchi contenuti nel famigerato ‘armadio della vergogna’  scoperto a Roma , in via dell’Acquasparta.
Daniele Biacchessi, giornalista, attore e autore di testi per il teatro civile, presidente dell’associazione Ponti di memoria, è impegnato da anni a portare nelle librerie, sui palcoscenici e nelle piazze di tutta Italia le pagine più drammatiche, oscure e controverse della nostra storia. In questo libro affronta le stragi nazifasciste dal punto di vista di un sopravvissuto, diventato custode di una memoria che, per non morire, deve essere trasmessa oralmente da nonno a nipote.
 I Carnefici è dedicato a Franco Giustolisi, il giornalista che per anni si è battuto affinché gli italiani sapessero dell’esistenza dei 695 fascicoli chiusi in quell’armadio.

Daniele Biacchessi
I CARNEFICI
Sperling & Kupfer 190 pagine, 14,36 euro anziché 16,90 su internetbookshop. Disponibile anche in eBook a 9,99 euro