NEI SECOLI FEDELE ALLO STATO. L’Arma, i piduisti, i golpisti, i brigatisti, le coperture eccellenti, gli anni di piombo nel racconto del generale Nicolò Bozzo

07 - Nei secoli fedele
Incipit.
Prefazione di Nicola Tranfaglia: Non capita spesso che un ufficiale dei carabinieri come il genovese Nicolò Bozzo, che ha attraversato quarant’anni dell’Italia repubblicana sempre impegnato in quel territorio di confine tra il mantenimento dell’ordine pubblico e l’attività investigativa e operativa nella lotta contro i terrorismi di opposto colore, incontri un giornalista appassionato di storia come Michele Ruggiero e costruisca con lui una testimonianza viva e lucida sulla sua vita di inflessibile servitore dello Stato.
Ma quando accade come oggi e nasce un libro chiaro e ricco di informazioni attendibili sui retroscena importanti, i risultati sono assi significativi per i lettori e anche per gli studiosi dell’ultimo quarantennio della repubblica.
Parte prima. La famiglia, la guerra, l’Arma
Epaminonda Bozzo
La mia famiglia e Genova sono un unicum indivisibile, impossibile da scomporre nel cuore e nella mente. Per quarant’anni ho girato l’Italia, più in lungo che in largo. Ho vissuto per anni a Torino e, soprattutto, a Milano, ma neppure per un attimo ho accarezzato l’idea di staccarmi dalle mie radici, dalla casa paterna di Genova Prà, da quella vita che sembrava girarsi e rigirarsi tra strade sempre più strette, man mano che cresceva la febbre della quattro ruote. Per la verità, a costruire un intero palazzo su quattro piani, dove abito tuttora, fu il nonno materno che si barcamenava dignitosamente da piccolo imprenditore edile, tra appalti e subappalti, in una Genova che quando non aveva più spazio da rubare alla natura, se l’inventava.

Ci sono libri che quando vengono pubblicati dovrebbero essere letti con attenzione e poi riposti negli scaffali bassi della libreria, bene in vista, a portata di mano, per essere riletti più avanti, alla luce di eventuali nuove rivelazioni e di progressi o regressi delle indagini giudiziarie sui fatti oscuri di questo Paese. Sono libri importanti, che affrontano episodi fondamentali,  che spesso azzardano ipotesi che si rivelano azzeccate. Eppure, come capita a molti saggi scomodi, cadono presto nell’oblio per l’indifferenza di un pubblico abituato a prendere per vangelo le notizie ammannite dai notiziari delle tivù di Stato, sia pubbliche che private, che ormai sono tutt’uno.
Nei secoli fedele allo Stato è uno di questi libri. Uscito nel 2006 ha come sottotitolo “L’Arma, i piduisti, i golpisti, i brigatisti, le coperture eccellenti, gli anni di piombo nel racconto del generale Nicolò Bozzo”. E già questo avrebbe dovuto suscitare da subito molta curiosità, perché il generale Bozzo, con i suoi 42 anni di servizio nell’Arma, ha attraversato, vivendoli in prima persona, tutti gli episodi più neri della nostra storia repubblicana. Ma a mettere i lettori appassionati di storia recente sulla’avviso che si trattava di un libro molto, molto particolare, è la grafica del titolo. Infatti “Nei secoli fedele” che è il motto dei carabinieri , è scritto in carattere bold (grassetto) mentre le parole “allo stato” aggiunte nella riga sotto, sono in roman (chiaro).  Come se si fosse voluto sottolineare l’eccezionalità che un alto ufficiale dei carabinieri qual è stato il generale Nicolò Bozzo, possa essersi mantenuto fedele non ai vertici dell’’Arma, non ai governanti di turno, non ai politici, bensì allo Stato repubblicano.
Il generale Bozzo, protagonista e autore con il giornalista Michele Ruggiero della propria autobiografia, nel corso dei suoi 42 di servizio nell’Arma, ha incrociato episodi nerissimi e trame complesse della nostra storia. Ha vissuto momenti tragici sia sul piano professionale che su quello personale. Oggi è ricordato come il ‘generale gentiluomo’  per prendere a presto l’espressione coniata per lui da un giornalista di Repubblica. Un protagonista degli anni bui della Repubblica, riuscito a smarcarsi da ogni tentazione totalitaria insita nei progetti di destabilizzazione progettati e in parte attuati da alcuni settori delle forze armate, delle istituzioni, dei servizi segreti, da imprenditori e faccendieri, rifiutando e combattendo ogni tentativo di forzatura democratica, pagando il prezzo delle proprie personali decisioni, per essere davvero fedele allo Stato e ai cittadini.
C’è tutto in questa “biografia in prima persona”: dagli anni al comando della storica divisione Pastrengo, all’omicidio Calabresi; dall’amicizia con il generale Dalla Chiesa, allo stragismo partendo da quello di Peteano fino  al Piano Solo; dalla lotta al terrorismo, a Gladio, alla P2 e suoi affiliati con le stellette; dalla lotta alla mafia, fino al mistero di Ustica riguardo al quale, proprio in questo libro, viene formulata un’interessante ipotesi da non prendere alla leggera perché lui, Nicolò Bozzo, quella notte era lì, in Sardegna. Un’ipotesi tanto seria e attendibile che in seguito il generale ha sentito il dovere di riferirla alla Commissione stragi. E c’è da chiedersi se sia davvero solo un’ipotesi.?

Michele Ruggiero (per Nicolò Bozzo)
NEI SECOLI FEDELE ALLO STATO. L’Arma, i piduisti, i golpisti, i brigatisti, le coperture eccellenti, gli anni di piombo nel racconto del generale Nicolò Bozzo
Frilli editori, 300 pagine, 12,75 euro anziché 15,00 su internetbookshop.