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Grandi opere, gli equivoci della modernizzazione

LA QUESTIONE DELLA VIABILITA’

Gli interminabili lavori per la variante di valico

L’Italia delle grandi opere viarie è praticamente ferma ormai da almeno 50 anni. Questo vale per tanto per le autostrade quanto per le principali strade d’Italia.
L'Autostrada del Sole, la A1, che unisce Milano a Roma, è stata inaugurata il 4 ottobre 1964, ma la posa della prima pietra risale al 27 maggio 1956. Soltanto nel 1988, con la realizzazione del tratto Fiano Romano - San Cesareo, meglio conosciuto come “bretella” (il tracciato precedente prevedeva il passaggio per il Grande Raccordo Anulare di Roma), le autostrade A1 Milano-Roma e A2 Roma-Napoli sono state unite in un'unica autostrada, la A1 Milano-Napoli.
Tutto il resto della rete autostradale italiane risale agli anni immediatamente successivo. Poi più nulla.
Basti pensare che opere fondamentali come la variante di valico, tesa a snellire la percorrenza appenninica tra Firenze e Bologna, così come la variantina di Mestre (appena poco più di 30 chilometri), così come la disgraziatissima Salerno - Reggio Calabria sono in lavorazione da decenni.
E che dire delle opere che non ci sono? L’autostrada Tirrenica (ma quanto è utile?) oppure la famosa e misteriosa Pedemontana.

Insomma l’Italia delle strade è ancora ferma all’anno zero.

 


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