ALTRI MISTERI

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L’Italia è un paese ben strano. E’ uno dei pochissimi paesi al mondo dove la cronaca si confonde con la storia e la storia continua a restare cronaca.
Come fossero tanti novelli Nosferatu – il conte della Carpazia condannato alla non vita e alla non morte – gli episodi, le vicende, i fatti che cadenzano il trascorrere del tempo di qualsiasi normale Paese, da noi si trascinano per anni senza una soluzione, senza una parola fine. Questo vale per gli avvenimenti più cruenti della vita sociale e politica italiana, ma anche per molti dei delitti comuni, passionali, di vendetta, di interesse, insomma dei fatti più drammatici del nostro vivere quotidiano.
Basti pensare all’alone di mistero che ancora circonda omicidi imputabili a un serial killer, come quelli perpetrati dal mostro di Firenze, oppure assassinii come quello di via Poma, o dell’Olgiata.
L’Italia in cronaca nera: incapacità del nostro sistema investigativo, ormai disabituato a svolgere approfondite indagini scientifiche senza l’indispensabile supporto dei soliti “pentiti”? Come dire: se nessuno lo dice a polizia e carabinieri, loro come fanno?
Oppure disaffezione di un certo apparato inquirente che – dopo terrorismo, mafia e tangentopoli – disdegna ormai la scarsa notorietà che offre la soluzione di un delitto “normale”?
E la catena dei misteri in giallo continua: se – tanto per restare solo ai casi citati – dall’assai dubbia inchiesta Pacciani nasce la decisamente immotivata popolarità di un magistrato come Piero Luigi Vigna, non sarà forse che proprio per supplire all’incapacità investigativa dimostrata nelle vicende romane di Simonetta Cesaroni e della contessa Alberica Filo della Torre, altri magistrati finiscono col cercare un capro espiatorio qualsiasi (anzi due) per il delitto della Sapienza, l’omicidio, cioè, di Marta Russo?
In questa sezione di Misteri d’Italia affrontiamo alcune vicende più legate alla cronaca nera che alla cronaca politica. Anche se entrambe queste categorie – e molte delle vicende raccontate in queste pagine stanno a dimostrarlo – continuano ad avere in comune più di quanto si creda.