ILCALOGERO PENSIERO

Il magistrato padovano Pietro Calogero
Il magistrato padovano Pietro Calogero

Quello che proponiamo, a puro titolo esemplificativo del Calogero-pensiero, è una delle rare interviste concesse dal magistrato.
E’ un’intervista al Corriere della Sera che segnala, soprattutto, l’enorme ignoranza storica e l’assoluta impreparazione ed inadeguatezza del magistrato padovano che arriva a sostenere che un brigatista rosso collocato al vertice dell’organizzazione non può prendere parte ad azioni esecutive.
Basterebbe il caso Moro – che pure è di un anno antecedente all’inchiesta Calogero – per smentire questo assunto: Mario Moretti, che certamente delle Br era un capo, aveva partecipato al sequestro di Aldo Moro in prima persona e lo stesso aveva fatto nella gestione del sequestro.
Tant’è che l’ipotesi giudiziaria, sviluppata da Pietro Calogero, che l’autonomia operaia organizzata (con le minuscole) fosse ai vertici o comunque una struttura collaterale delle Brigate rosse, così come Negri fosse il capo delle Br, né colui che il 30 aprile 1978 telefonò alla famiglia Moro, verrà ampiamente smentita addirittura in fase istruttoria al processo di Roma.
Si trattava di un’ipotesi sbagliata persino a livello storico.
Ciò che stupisce è che in tutti questi anni il dott. Calogero non abbia mai trovato un minuto per chiedere scusa del suo abbaglio a gente rimasta in galera per tanti anni e che quando condannata lo è stata per fatti specifici e non ideologici.

C’era ilrischio di una guerra civile

“E’ CROLLATO IL TEOREMA CALOGERO”
di Silvana Mazzocchi (La Repubblica 1987)

C’ERA UNA VOLTA UN TEOREMA
di Mario Scialoja (L’Espresso 1989)