LA PEDEMONTANA

Basta arrivare in auto dal lago di Como ed immettersi nella direttrice stradale per Venezia per accorgersi di essere improvvisamente piombati nell’inferno: un paese dopo l’altro, senza soluzione di continuità, in un panorama desolante fatto di fabbriche, case e ossido di carbonio, con Tir che attraversano orribili piccoli borghi della Brianza, scaricando ilo loro inquinamento.
Ti spieghi subito perché la Lega nord è nata qui e come diventeresti leghista anche tu se abitassi in luoghi inospitali come questi.
Sei finito in quella è stata definita “la città infinita”. Una città che si estende in un regno di microimprese, traffico, lordura da smog e camion. Camion a non finire. Geograficamente l’inferno si insinua tra le province di Varese, Como, Lecco, Monza. Terre una volta bellissime. Ora solo terre di ossido e Lega. Qui vivono quattro milioni e mezzo di persone. Ogni giorno la attraversano tre milioni e 100 mila autoveicoli.
E’ una città orizzontale che è anche il cuore dell’Europa più produttiva e ricca.

Ad evitare che il traffico si riversi in questa città infinita basterebbe una strada. Ha già il nome: Pedemontana perché dovrebbe correre ai piedi dei monti, sotto le Prealpi. Ma ha solo quello. E’ stata pensata decenni fa. Forse si realizzerà ma solo con la partenza dei lavori nel 2010.

LA STRADA CHE MANCA NELLA CITTA’ INFINITA
di Marco Bucciantini e Roberto Rossi