L’AUTOSTRADA TIRRENICA

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I fautori lo chiamano Corridoio Tirrenico, i detrattori l’Autostrada della Maremma. Intorno al progetto Rosignano-Civitavecchia c’è una disputa che dura da anni. Serve o non serve? Meglio sulla costa o fra le colline? Il Cipe sta per dare il via libera all’infrastruttura più controversa d’Italia
Studi economici sulle ripercussioni positive dell’opera scarseggiano. L’Irpet, braccio statistico della Regione Toscana, fece una simulazione sul traffico nel 2003, quando l’autostrada sembrava “fatta”: a Palazzo Chigi c’era Berlusconi, all’Ambiente Altero Matteoli, alle Infrastrutture Pietro Lunardi e la sua Rocksoil. La Regione – con il presidente Claudio Martini e l’assessore ai trasporti Riccardo Conti – voleva fortemente l’infrastruttura. Ci fu una conferenza stampa che certificava l’accordo, a Palazzo Chigi. Foto, tracciati, sorrisi. Mancavano i soldi. L’Irpet, comunque, aveva messo insieme argomenti convincenti: la realizzazione dell’autostrada avrebbe permesso di assorbire traffico dalla A11, la Firenze-Mare, e dall’A1, permettendo comunque un incremento della velocità di scorrimento. Considerando un aumento del traffico, le due autostrade dorsali (Autosole e Tirrenica) riuscirebbero a far circolare le merci e i passeggeri più velocemente del 3,5% rispetto ad oggi, con uno sgravio di 3 mila vetture nel tratto fiorentino dell’Autosole, e l’alleggerimento della Fi-Pi-Li (superstrada cruciale per la Toscana) e un incremento del traffico del 170% fra Montalto di Castro e Civitavecchia, senza code.

Altri buoni motivi arrivano dai porti, per esempio da Piombino, città che vive una drammatica crisi industriale: la Tirrenica include anche la penetrazione al porto piombinese attraverso il prolungamento della Statale 398, classica opera di “ultimo miglio”. E qui 5 km lineari a 4 corsie con svincoli funzionali al porto e alla città non è roba di poco conto. Il risparmio nei tempi di percorrenza sarebbe di oltre 36 milioni di minuti. All’anno, in euro, fanno quasi 7 milioni. Il tutto calcolato per difetto, attribuendo alla velocizzazione del trasporto delle merci un valore di 14 euro il giorno sul pieno carico. Poi ci sono i benefici nella gestione dei veicoli. Mediamente si avrebbero 10 milioni di chilometri in meno l’anno e un risparmio globale per i proprietari di auto di circa 3 milioni. Risparmi per i privati ma anche per le aziende.

MAREMMA, CHE STRADA
di Marco Bucciantini e Roberto Rossi