L’INTERROGATORIO VIDEOREGISTRATO DI GABRIELLA ALLETTO

La lapide affissa sul vialetto dell'Università dove è caduta Marta Russo
La lapide affissa sul vialetto dell’Università dove è caduta Marta Russo

Quelle che pubblichiamo di seguito sono la trascrizione integrale e quella parziale dell’interrogatorio cui viene sottopposta l’11 giugno 1997 Gabriella Alletto, la segretaria della facoltà che diventerà il più importante teste d’accusa contro Scattone e Ferraro e quindi la diretta responsabile della condanna dei due assistenti universitari. A queste si aggiunge l’audio originale dell’interrogatorio fornito da Radio Radicale.

La trascrizione e l’audio di questo video dal sen sfuggito alla procura di Roma, realizzato dai servizi segreti, sono altamente istruttivi. Anzi pensiamo che lo stesso video andrebbe proiettato nelle facoltà di Giurisprudenza di tutta Italia per spiegare come non si conduce un interrogatorio.

C’è da sottolineare poi che i due magistrati che partecipano all’interrogatorio – il giovane e inesperto sostituto procuratore Claudio Lasperanza e l’astuto e smaliziato procuratore aggiunto Italo Ormanni – prima di essere scagionati in udienza preliminare hanno subìto, da parte dei loro colleghi della procura di Perugia, una richiesta di rinvio a giudizio per quel loro modo di condurre le indagini. Una richiesta di rinvio a giudizio con due accuse molto pesanti per due magistrati: abuso di ufficio e violenza privata.

Secondo la procura di Perugia i due magistrati romani avevano sottoposto la testimone Gabriella Alletto ad una “pressione psicologica” che esulava “da un legittimo contesto investigativo”.

C’è poi in queste trascrizioni, la figura, al quanto discutibile, dell’Ispettore Luigi Di Mauro, cognato della Signora Alletto, il quale si presta a cercare di convincere sua cognata a confessare l’inconfessabile. Di lui, ad un certo punto dell’interrogatorio, Lasperanza dice: “(…) suo cognato l’ho ripescato io, che nessuno lo voleva, lo voleva prendere: sono disposto a fargli un encomio scritto a suo cognato, per quest’opera che sta facendo, quindi ne avrà anche un vantaggio personale…”.

Ma la domanda delle domande è: perché è necessario arrivare ad usare simili metodi per cercare di risolvere un’indagine?

La risposta sta, sicuramente, nella pressione mediatica cui era in quei giorni sottoposta la procura di Roma. Una procura che, con Italo Ormanni procuratore aggiunto, non era mai riuscita a risolvere un caso di omicidio avvenuto nella capitale che avesse avuto una pur minima risonanza: da via Poma all’Olgiata, passando per l’assassinio della commercialista Antonella Di Veroli. Tutte sconfitte personali proprio di Ormanni. Ma c’è un altro problema: neppure il caso dell’omicidio di Marta Russo, con buona pace di Lasperanza e Ormanni, è mai stato risolto. Anzi – questo il nostro convincimento – chi ha ucciso la giovane studentessa è ancora a piede libero.

TRASCRIZIONE INTEGRALE DELLA VIDEOREGISTRAZIONE DELL’INTERROGATORIO DI GABRIELLA ALLETTO

“SE E’ VERO CHE CI STA IL CRISTO…”
trascrizione dei brani salienti della videoregistrazione dell’interrogatorio di Gabriella Alletto

L’AUDIO DI RADIO RADICALE