IL RUOLO DELLA STAMPA

copertina

Anche nella vicenda dell’omicidio di Cinzia Russo la stampa italiana non ha fatto una bella figura. Molto attenta alle fasi iniziali della vicenda che vedono subito investigatori e magistrati lanciati sulla pista sbagliata – o meglio vera solo a metà – la stampa quotidiana sposa subito la tesi degli “amanti diabolici” e dell’omicidio premeditato. Scarsa capacità di indagine, assoluto fideismo nelle verità ufficiali, fretta di abbandonare un caso troppo “classico” e in fin dei conti neppure troppo interessante ed intrigante: sono questi gli elementi che contraddistinguono le cronache dei primi giorni. Al processo – che pure si celebra a neppure un anno dai fatti – i cronisti arrivano quasi tutti spompati. Che un uomo, Massimo Pisano, oltre a gridare la propria innocenza, cerchi di imporre un suo alibi non merita particolare attenzione, né suggerisce qualche approfondimento. Dicevamo, però, quasi tutti i cronisti, non tutti. Due per esempio, il giornalista diRepubblica, Massimo Lugli, e il fotografo Massimo Zampetti, vengono addirittura citati nelle motivazioni della sentenza di revisione in questo modo: “La difesa dell’imputato ha sottoposto a questa Corte di merito un esperimento stragiudiziale compiuto il 3 agosto 1994 da un cronista de “La Repubblica”, Massimo Lugli, in compagnia del suo collega-fotografo, Massimo Zampetti, i quali effettuarono una sosta di meno di 20 minuti sotto casa dell’Agresta per fare ritorno in via Guido Reni, all’esterno dell’Istituto Superiore di Polizia, da cui si erano mossi alle ore 10,30. Secondo tale “esperimento” i tempi di percorrenza andrebbero calcolati in oltre 45 minuti, senza tenere conto dei tempi di entrata e uscita dall’Istituto Superiore di Polizia e quelli del parcheggio sotto casa dell’Agresta, ove i cronisti semplicementestazionarono”. Insomma, almeno qualcuno ci provò ad andare più in la delle conclusioni ufficiali.
Qualcuno provò a mettere in dubbio l’operato dei magistrati ed investigatori e a dar voce, una volta tanto, alla difesa.
Di seguito riportiamo tre articoli. I primi due – molto diversi tra di loro per taglio e contenuto – apparvero sullo stesso quotidiano di Lugli, La Repubblica, nei giorni immediatamente successivi all’omicidio. Pubblichiamo anche un esempio raro di giornalismo investigativo, un articolo apparso sulla rivista mensile Detective & Crime nell’aprile del 1996. Un’analisi che merita di essere letta.

IL MARITO E L’AMANTE SONO GLI ASSASSINI
La sbrigativa cronaca della Repubblica

SEI DONNE, SEI MISTERI
Una riflessione di Corrado Augias

LE FALLACI CERTEZZE DELLA CONDANNA
L’analisi investigativa di Detective & Crime