WITOLD SCAGIONA KATHARINA

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E’ stata per prima La Gazzetta di Parma, nel 2000, a pubblicare il memoriale scritto da Witold Kielbasinski che scagiona l’ex moglie,Katharina Miroslawa per l’omicidio del suo amante, Carlo Mazza.
Del memoriale si era già parlato quando venne anche ipotizzata una revisione del processo.
Si tratta di una lettera scritta nel 1999 ad un imprecisato amico modenese.Witold sostiene di essere stato all’oscuro della polizza da un miliardo che, secondo l’accusa, costituì il movente dell’omicidio; di aver voluto incontrare Mazza, all’insaputa di Katharina, per convincerlo a interrompere la relazione; e sostiene inoltre che a sparare i colpi mortali sarebbe stato Dimosthenes Dimopoulos, il greco, ormai non più processabile perché assolto con sentenza passata in giudicato. Estraneo al delitto, sempre secondo la lettera, sarebbe anche il fratello di Katharina,Zibignew.

“Sono stato io ad assassinare con due colpi di pistola alla testa Carlo Mazza, l’amante di mia moglie Katharina Miroslawa. Ho ucciso travolto dalla gelosia, non per interesse”. Comincia così, invece, un vero e proprio memoriale, pubblicato, nel novembre 2000, dal settimanale Oggi. “Oggi lo rifarei – afferma Witold – perché amo e odioKatharina con la stessa violenza di allora. Ma lei è innocente. Non solo non è stata la mandante o l’ispiratrice dell’omicidio, ma non sapeva niente. Se solo avesse sospettato che io venivo in Italia per uccidere, avrebbe avvertito il suo amante per metterlo in salvo. Perché, purtroppo, Katharina amava Carlo Mazza”.
“Ho ben sei testimoni – scrive ancora Witold nel memoriale – che possono confermare la mia versione. A loro non solo avevo confidato il mio terribile segreto, ma avevo anche imposto che non lo rivelassero a mia moglie. Lei non doveva sapere nulla. Così come io non sapevo della polizza sulla vita da un miliardo che le aveva regalato Carlo Mazza”. “Adesso loro sono pronti a venire in Italia e testimoniare – si legge ancora nel memoriale – perché Katharina, innocente, non deve marcire in galera”.
Witold Kielbasinski, nel documento, racconta anche tutti i particolari dell’omicidio che stravolgono la verità accertata da ben sei processi e rivela che due mesi prima del delitto, alla vigilia del Natale 1985, aveva già tentato di uccidere Carlo Mazza all’aeroporto di Linate.
Rispetto al documento pubblicato dalla Gazzetta di Parma (un lettera ad un amico italiano), nel memoriale pubblicato da Oggi, l’uomo sostiene che a sparare i colpi mortali sarebbe stato lui, mentre nella precedente versione accusava Dimosthenes Dimopoulos.

IL MEMORIALE DI WITOLD
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