1980 – 1995: MAURIZIO MATTEUCCI: IL MOSTRO DI AOSTA

AndreaMatteucci

Quattro omicidi: un omosessuale e tre prostitute. Tutte vittime della sua irrefrenabile voglia di uccidere. Quattro delitti assurdi, consumati nella maniera più torbida e, in almeno due casi, con un’accanita e ossessiva violazione dei cadaveri.

La storia criminale di Andrea Matteucci è storia complessa. Il suo agire omicida si dilata nel tempo. Tra il primo assassinio ed il secondo passano addirittura 12 anni. Poi la pulsione ad uccidere diventa insopprimibile e i tempi di attesa tra un’impresa e l’altra si restringono. Se non fosse stato un serial killer dalla personalità tanto disorganizzata forse Andrea Matteucci non sarebbe stato fermato così presto. Del suo vissuto e delle dinamiche dei suoi delitti parliamo qui sotto. Qui preme sottolineare che, come diranno gli esperti, Andrea Matteucci soffre di disturbi psicopatologici di tipo depressivo, non ha controllo sugli impulsi, ha un disturbo dell’identificazione psico-sessuale, è un pervertito sessuale e un necrofilo piromane che soffre di manie ossessive.

La sua prima vittima è Domenico Raso, un omosessuale di mezza età che lo molesta con proposte oscene. Andrea ha appena 18 anni. La sua prima esperienza omicida, siamo nel 1980, lo segna profondamente, cominciano gli incubi. Andrea si sposa ha anche un bambino, poi il matrimonio va in crisi. Nel 1992 comincia a frequentare prostitute. Una sera ne uccide una con una pistola sparachiodi. E’ troppo nervoso, non riesce ad avere il rapporto sessuale, la ragazza gli mette fretta, l’ira si impadronisce di lui.

Intanto il matrimonio di Andrea è finito. Va a vivere a Villeneuve con il suo vero padre che, ricetta camion rubati. Nel 1994 Andrea esce di nuovo di casa con la sua fida pistola sparachiodi. Incontra Giara, una prostituta di colore che però, secondo lui, è fredda e poco gentile. Le spara due chiodi nella nuca. Un’ora dopo consuma con il cadavere un rapporto sessuale. Quindi la porta a casa sua, la fa a pezzi con un coltello, la mette in un bidone e da fuoco al corpo. Pochi mesi dopo incontra a Nus una prostituta di colore e tenta di soffocarla, ma lei si divincola e scappa via.

Nel 1995 Andrea ha una nuova compagna che si chiama Anna, le cose sembrano andare meglio, ma le crisi omicide sono tornate impellenti. Uccide Albana, una ragazza albanese. La pugnala quattro o cinque volte e le taglia la gola. Poi porta a casa il corpo senza vita ed ha un rapporto sessuale con il cadavere. Tiene il corpo di Albana in casa per cinque giorni, poi lo fa a pezzi e lo brucia nel solito bidone.

Un mese dopo Andrea Matteucci viene arrestato dalla polizia. Qualcuno lo ha visto caricare il corpo di Albana sul su furgone dove ci sono tracce di sangue. Dopo un lungo interrogatorio Andrea crolla e confessa tutti i suoi delitti.

In primo grado viene condannato a 24 anni di carcere. L’Appello porta la condanna 30 anni. La corte gli riconosce però un vizio parziale di mente.

Fonte: Giordano Lupi, Serial killer italiani, Firenze, Editoriale Olimpia, 2005

CRONOLOGIA DELLA VICENDA GIUDIZIARIA