DAVVERO PACCIANI E’ IL MOSTRO DI FIRENZE? opinioni a confronto

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Il destino del “mostro” Pietro Pacciani si consuma in due giorni difebbraio del 1996, per l’esattezza nelle giornate di lunedì 12 e martedì 13 febbraio.
Martedì è il giorno in cui la corte d’Appello di Firenze assolve da ogni accusa il contadino di Mercatale, ma la macchina infernale della giustizia si è messa in moto già 24 ore prima, arrestando un altro paesano, un postino per l’esattezza, Mario Vanni, che conosce Pacciani e che diPacciani, anzi, ha paura.
E’ vero che la storia dei misteri d’Italia è piena di stranissime coincidenze, sorprendenti concomitanze, eccezionali contemporaneità, avvenimenti sincronici, stupefacenti casualità. Ma davvero questo doppio accadimento (arresto Vanni, assoluzione Pacciani) ha del clamoroso: dalla condanna di Pacciani in primo grado (1 novembre 1994) alla sua assoluzione in appello (13 febbraio 1996) sono trascorsi ben 15 mesi. Eppure la procura di Firenze, rinnegando la tesi a lungo sostenuta dal PMPaolo Canessa del serial killer solitario, imbocca la pista della cooperativa di mostri (una solenne castroneria per qualsiasi manuale di psicopatologia sessuale) proprio alla vigilia dell’assoluzione di Pacciani, ampiamente annunciata dalla scientifica demolizione della sentenza di primo grado messa in atto dal pubblico accusatore del processo di appello.
La sentenza che assolve Pacciani – che sarà poi ancora una volta ribaltata nel 1998, a Pacciani morto – scatena un forte dibattito. E provoca una divisione molto netta tra innocentisti e colpevolisti.
Riportiamo di seguito due esempi di posizioni contrastanti.
Il commento del giornalista Enzo Biagi alla sentenza. E – specularmente – l’ostinata convinzione del grande inquisitore di Pacciani, un magistrato,Piero Luigi Vigna, all’epoca procuratore capo di Firenze.

PRESUNTO INNOCENTE
Un articolo di Enzo Biagi

“MA PER ME RESTA COLPEVOLE”
Intervista a Piero Luigi Vigna