DUE MORTI MISTERIOSE NEL CASO MATTEI

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Uno strano incidente avvenuto alla vigilia di Ferragosto del 1969: l’aereo De Havilland, con a bordo Marino Loretti ed il figlio Irnerio, precipitò nelle campagne di Sassoce Acquacetosa di Marino, non lontano da Roma e i due ai comandi morirono.
Per Vincenzo Calia, il PM pavese che ha chiesto ufficialmente l’archiviazione dell’inchiesta sul caso Mattei, il velivolo fu sabotato: nel serbatoio venne aggiunta dell’acqua prima di farlo decollare dall’aeroporto di Roma e cadere pochi minuti dopo. Per questo Calia ha chiesto alla Procura di Velletri di aprire un’indagine.
Per il magistrato si trattò di un attentato per eliminare Marino Loretti, un possibile testimone-chiave nell’inchiesta Mattei.
Pochi mesi prima, infatti, Loretti aveva scritto una lettera a Italo Mattei, fratello dell’ex presidente dell’ENI, annunciandogli che era pronto a dire cose importanti sulla tragedia di Bascapè del 1962. Loretti aveva lavorato per diverso tempo all’ENI. Per la precisione era uno dei motoristi che dovevano curare l’aereo sul quale si spostava Mattei.
Ma nella primavera del 1962 venne trasferito alla sede dell’ENI in Marocco: gli erano state attribuite presunte responsabilità (a quanto pare mai dimostrate) su un guasto proprio al velivolo del presidente. Loretti tornò a lavorare inItalia solo dopo la morte di Mattei.
Qualche anno dopo, insieme al figlio Irnerio (lo aveva chiamato con lo stesso nome del suo grande amico Bertuzzi, il pilota morto con Mattei), aprì una società di trasporti aerei, acquistando il De Havilland dalla SNAM.
Il 13 agosto su quell’aereo viaggiò l’attuale senatore a vita Emilio Colombo. L’atterraggio era previsto a Ciampino, ma in cabina arrivò la comunicazione di dirigersi a Roma Urbe. La mattina dopo il De Havilland si alzò nuovamente in volo, ma pochi minuti dopo precipitò.
A distanza di quasi 34 anni, il PM Calia ha chiesto alla procura di Velletri di aprire un fascicolo su quell’incidente.

Fonte: ANSA, 6 marzo 2003