L’ULTIMO DISCORSO DI ENRICO MATTEI

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Il discorso che Enrico Mattei tenne nella mattinata del 27 ottobre 1962alla popolazione di Gagliano Castelferrato, in provincia di Enna, è l’ultimo intervento pubblico che il presidente dell’ENI ci ha lasciato. Poche ore dopo, alle 18.57 di quello stesso giorno, l’aereo privato sul quale viaggiava perderà i contatti con la torre di controllo di Milano Linate, precipitando nei pressi di Pavia.
Quel discorso, quindi, è l’ultimo documento ufficiale che entra a far parte del puzzle delle ore finali della vita del manager di Stato.
Le ultime ore di Mattei restano, infatti, a tutt’oggi un buco nero nell’approssimativa inchiesta che sulla sua scomparsa sarà condotta.
Il primo interrogativo riguarda il perché Mattei sia tornato in Sicilia, dopo esserci stato appena una settimana prima. Ufficialmente questa nuova visita, tanto ravvicinata, dipende dal ritrovamento, nei pressi del paese di Gagliano Castelferrato, di una vena di metano. Era accaduto che tra la popolazione di Gagliano si era sparsa la voce che quella insperata ricchezza, trovata in una delle zone più povere d’Italia, non sarebbe stata sfruttata a vantaggio anche della popolazione del luogo, in altre parole non avrebbe prodotto lavoro. Nel suo discorso alla gente del paese, invece, Mattei aveva lasciato intendere che proprio a Gagliano l’ENI avrebbe costruito, quanto prima, una raffineria.
Il fatto curioso è che quel discorso Mattei avrebbe dovuto pronunciarlo nel pomeriggio, alle 15, appuntamento poi, improvvisamente, anticipato alle 10.00 di quello stesso giorno. Sul motivo di quell’anticipo non è mai stata fatta chiarezza. Una delle versioni sostiene che, nella sua ultima notte di vita,Mattei avrebbe ricevuto una misteriosa telefonata, nella quale gli si chiedeva di rientrare a Milano entro le 20.00. Dovendo decollare da Catania verso le 17.00, proprio per essere a Milano in tempo, il presidente dell’ENI non aveva avuto altra possibilità che anticipare di qualche ora l’incontro con la gente di Gagliano.
Per motivi di sicurezza, Mattei aveva un’abitudine: non comunicare mai a nessuno, se non al suo pilota personale, gli orari dei suoi spostamenti. Quella misteriosa telefonata notturna – che non si è mai saputo da chi provenisse – aveva per forze di cose svelato l’ora esatta della sua partenza dall’aeroporto di Catania. Nessuno avrebbe potuto organizzare un sabotaggio senza sapere con certezza a che ora l’aereo dell’ENI sarebbe decollato.

L’ULTIMO DISCORSO DI ENRICO MATTEI