CHI HA MANOMESSO I NASTRI DEI SERVIZI DELLA RAI? Tagli nell’audio, porzioni di nastro cancellate, prove distrutte

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LA SOPPRESSIONE delle parti significative dell’audio dalle interviste RAI a Mario RONCHI e a Margherita MARONI, ANDATE IN ONDA INTEGRALMENTE nel telegiornale del 28 ottobre 1962.

Ma ciò che assume particolare pregnanza nell’indagine volta ad accertare la eventuale natura dolosa dell’incidente all’I-SNAP, non è più tanto il tenore delle dichiarazioni del RONCHI, ormai sovrastate dalle molteplici e autonome fonti di prova acquisite dopo la riattivazione delle indagini, quanto la constatazione della pesante ingerenza depistante intervenuta quando invece le dichiarazioni del RONCHI costituivano l’unica testimonianza, significativa per le investigazioni, che fosse stata resa pubblica.Si è già constatato come lo stesso maresciallo dei carabinieri Augusto PELOSI confermi i pesanti interventi volti alla banalizzazione delle dichiarazioni inizialmente rese dal teste RONCHI, peraltro nell’ambito di una complessiva azione tesa a sottrarre agli inquirenti e all’opinione pubblica ogni elemento che potesse far supporre che la caduta dell’aereo di Enrico MATTEI fosse da attribuirsi ad un sabotaggio.In tale contesto si inserisce la soppressione delle parti significative dell’audio dalle interviste RAI a Mario RONCHI e a Margherita MARONI, trasmesse integralmente nel corso del telegiornale del 28 ottobre 1962.Nell’ambito delle rinnovate indagini intorno alla morte di Enrico MATTEI si è infatti ricercato ogni documento filmato sulla sciagura di Bascapè: presso la sede RAI di Milano sono stati rintracciati il video e l’audio del servizio da Bascapè, andato in onda nel corso telegiornale del 28 ottobre 1962.Vi è stata grande sorpresa tra gli inquirenti nello scoprire che il contadino Mario RONCHI, la cui ritrattazione aveva già all’epoca destato serie perplessità, era stato intervistato nel corso di un servizio RAI da Bascapè e che in trentacinque anni nessuno aveva mai utilizzato tale intervista per smascherare le menzogne del RONCHI. Ancora più grande è stato lo stupore, quando ci si è accorti che la parte centrale dell’intervista era stata privata dell’audio, sostituendo al nastro magnetizzato un tratto non magnetico. La stessa manipolazione era stata praticata in una seconda intervista, a tale Margherita MARONI; della quale fa cenno per la prima volta Il Messaggero del 22 ottobre 1970. Della seconda intervista, condotta dal cronista Elio SPARANO, prima dell’interruzione, si riesce peraltro a udire Margherita MARONI che dice: “stavo lavando i piatti e ho sentito un rumore che mi sembrava un camion, allora mi sono rivolta a mio marito e gli ho chiesto … ho sentito un rumore … di un <<chiaro>> che mi sembrava, che mi sembra una lucciola, delle stelle filanti … [taglio nastro audio]”.Della parte non distrutta dell’intervista a Mario RONCHI sono invece significative le parole pronunciate del cronista Bruno AMBROSI, quando questi, rivolgendosi al colono della cascina Albaredo, dice: “alla cascina Albaredo, sita circa a duecento metri dal luogo dove è caduto l’aereo, si è avuta per primi la sensazione della disgrazia che era accaduta. Il signor Mario RONCHI, che è il proprietario della cascina … cosa ha visto e cosa ha sentito lei?”. Che Mario RONCHI, abbia risposto a Bruno AMBROSI, affermando di aver “sentito un boato e una botta” lo si è comunque appreso, nonostante la soppressione di parte dell’audio, grazie alla lettura labiale del filmato del RONCHI.

IL CRONISTA DELLA RAI Bruno AMBROSI

Bruno AMBROSI è il cronista che la sera del 27 ottobre 1962 intervista Mario RONCHI per il telegiornale della RAI: “Nel 1962 ero redattore del telegiornale RAI a Milano. L’uomo da me intervistato era un contadino di mezza età. Non ricordo il tenore delle sue dichiarazioni, ma rammento che si trattava di un testimone che aveva sentito o visto qualcosa, altrimenti non l’avrei intervistato. … Prendo atto che a questo punto mi viene mostrato un filmato RAI di circa 8 minuti di durata su cassetta in VHS su cui dorso è indicato ‘recupero resti aereo MATTEI (cin. 3271)’.
Circa tale filmato, mi stupisce grandemente che nel corso dell’intervista del contadino, dopo pochi secondi, scompaia l’audio delle sue dichiarazioni e che questo avvenga oltretutto per ben due volte. La stessa considerazione vale anche per l’intervista realizzata dal collega Elio SPARANO nella stessa circostanza con un’altra testimone. Escludo categoricamente che il servizio da me visionato possa essere andato in onda in quel modo, e cioè privo di una buona parte delle risposte degli intervistati. Evidentemente è intervenuto un qualche fattore che ha portato all’eliminazione delle frasi pronunciate dai due testimoni nella copia o nell’originale conservato nella cineteca, ma, ribadisco, è impossibile che il servizio sia stato trasmesso così decurtato nell’audio. Escludo anche che le parti mancanti dell’audio possano essere state utilizzate in altri servizi, in quanto se così fosse stato si sarebbe utilizzato anche il video corrispondente delle due persone parlanti. E’ altamente improbabile quindi l’utilizzazione o l’impiego parziale dell’audio di questo servizio con altro materiale video copiato, in quanto i normali procedimenti in uso alla RAI per la fornitura di materiali ad altre utilizzazioni, comportano la eventuale duplica[zione] sia del video che dell’audio, al fine di non alterare il materiale originale giacente in cineteca”.

IL CRONISTA DELLA RAI Elio SPARANO

Elio SPARANO è invece il cronista che, nello stesso servizio, intervista Margherita MARONI: “… tornando indietro siamo entrati in una cascina, dove incontrai il collega AMBROSI, che mi disse di aver fatto alcune interviste. Rammento anche che AMBROSI mi aveva precisato che alcuni giovani che erano nella cascina riferivano di aver visto una luce nel cielo e di aver sentito un botto …”.

L’OPERATORE DELLA RAI Sergio ARNOLD

Sergio ARNOLD è l’operatore di turno la sera del 27 ottobre 1962: “… sono intervenuto a Bascapè il giorno del 27 ottobre 1962 … verso le 22 giunse la segnalazione che era caduto un aereo in una località non precisata non lontana da Milano … La troupe della quale io facevo parte era composta da Elio SPARANO, da un fonico, da due elettricisti e da un autista … Ricordo di aver girato anche un paio di interviste: una a un contadino e una ad una donna … Prendo atto che … mi vengono mostrati … due filmati RAI che riconosco realizzati da me: si tratta di due filmati di non lunga durata, il primo dei quali girato la sera stessa della sciagura, nell’ambito del quale noto due interviste che a un certo momento perdono l’audio per ben due volte. Negli anni ho visto spesso passare in tv parte di questi filmati, ma mai le interviste che, probabilmente, andarono in onda solo nei primi telegiornali. Non è possibile che si sia verificata una smagnetizzazione parziale e accidentale solo di parte ben definita dell’audio: se un nastro si smagnetizza, si smagnetizza integralmente.
Non ritengo neanche che la mancanza di audio, che ho rilevato in uno dei filmati mostratimi, possa essere determinata dalla opportunità che qualcuno abbia potuto ravvisare, di togliere materiale ritenuto non interessante: se una evenienza di questo genere si fosse verificata, sarebbero state eliminate anche le immagini corrispondenti all’audio ritenuto non interessante. Potrebbe peraltro essere avvenuto che l’audio sia stato trasferito in servizi successivi di approfondimento, anche se, di norma, in questi casi non si asporta il materiale da utilizzare, ma si traggono delle copie lasciando in cineteca l’originale …”.

L’OPERATORE Guido CARRACINO

Guido CARRACINO è un operatore libero professionista che lavora a cachet per la RAI: “… La sera della disgrazia mi ero recato a Bascapè per sostituire ARNOLD e rammento che trovai sul posto Bruno AMBROSI. Avevo girato, come al solito in casi analoghi, con mia attrezzatura, ma con pellicola RAI che consegnai interamente per lo sviluppo, senza trattenere nulla per me … Prendo atto che mi si permette di srotolare interamente un nastro magnetico perforato che appare fermato da una tela adesiva di colore verde con su scritto “R 28853”. Mi vengono altresì mostrati due filmati girati a Bascapè, uno dei quali appare privato della voce in tre momenti: i primi due durante l’intervista a un contadino e un terzo durante l’intervista a una donna. Il nastro magnetico perforato pare tagliato e giuntato in tre parti, con la giunta di una “coda bianca” per mantenere il sincrono. Le giunture sono state effettuate con la pressa a scotch, inventata in Italia dall’ing. CATOZZO. Tale pressa si è iniziato a usarla più avanti negli anni rispetto al momento delle riprese: mi sembra tra il 1965 e il 1967. E’ molto strana l’asportazione di parti di interviste: di solito si prende l’intero blocco composto dall’intera sequenza dell’intervista, partendo un po’ prima e terminando un po’ dopo. Solo successivamente, se del caso, viene mutilata l’intervista per questione di tempo o di altra natura. All’asportazione dell’audio deve naturalmente sincronicamente accompagnarsi l’asportazione del video. Ho anche notato che sul nastro magnetico appare come un numero “17” che scalfisce il supporto magnetico e più avanti come un numero “1” o altro segno. Si tratta di una cosa molto strana, il cui significato non so spiegarle e che non ho mai visto in quaranta anni di esperienza”.

IL MONTATORE DELLA RAI Giovanni ROBUSTELLI

Giovanni ROBUSTELLI, montatore: “… All’epoca della morte di Enrico MATTEI fui io personalmente a montare alcuni dei servizi andati in onda. Dò atto che mi viene consegnato un nastro magnetico fermato con un pezzo di tela adesiva verde, su cui è scritto “R 28853”. Srotolo manualmente l’intero nastro e noto che vi sono stati apportati tre tagli, sostituiti con tratti non magnetici detti “coda bianca” e all’inizio, da un tratto di pellicola che ha preso luce. Le “giunte” sono state evidentemente inserite per mantenere la sincronia con il video e sono state realizzate con lo scotch, utilizzando una speciale macchinetta in dotazione alla RAI chiamata “CATOZZO”. Tale tipo di “giunta” si è cominciato a effettuarla verso il 1966, mentre le stesse “giunte” venivano prima realizzate “ad acetone”. Sul nastro magnetico giuntato ho notato, inoltre, nella parte magnetizzata, per un paio di volte, dei segni particolari: quasi un “17” stampato a caldo. Non ho mai visto segni di questo tipo nella mia carriera in RAI, né saprei dirle quale possa essere la loro funzione … se occorre utilizzare dell’audio in altri programmi televisivi, si effettuano di norma delle copie, sia dell’audio che del corrispondente video. Se scorrettamente si asporta parte dell’audio, è naturalmente necessario asportare la corrispondente parte di video: se così non si facesse non si comprende quale sarebbe lo scopo della asportazione limitata al solo audio”.

IL GIORNALISTA DELLA SEDE RADIO RAI DI MILANO PIETRO SCARAMUCCI

Pietro SCARAMUCCI, all’epoca giornalista per la redazione radiofonica della sede RAI di Milano: “… non ritengo possibile che da un filmato d’archivio possa scomparire parte dell’audio. La mancanza di parte dell’audio potrebbe essere solo determinata dalla fine improvvisa del nastro nel corso della registrazione, ma in questo caso l’operatore fa generalmente sospendere l’intervista. Prendo atto che lei mi fa visionare … una videocassetta della durata di pochi minuti … non ritengo che nel corso dell’intervista che appare nel filmato in un ambiente chiuso e durante la quale scompare per due volte l’audio, possa essersi trattato del fatto tecnico cui ho appena fatto riferimento e, cioè, la fine del nastro di registrazione. Nella specie noto come ciascuna delle due interviste, quella all’uomo e quella alla donna, siano state effettuate senza soluzione di continuità, per cui mi sembra assolutamente improponibile una spiegazione del danno all’audio della registrazione determinato dalla fine improvvisa del nastro di registrazione. E’ mia opinione che potrebbe trattarsi di una asportazione intenzionale di parte dell’audio. Per avere comunque la certezza che si sia trattato di una azione intenzionale bisognerebbe visionare la pellicola e il nastro audio archiviato … mi è capitato in una occasione di ricercare materiale d’archivio da me confezionato e ritrovarlo mancante di parti di audio ed anche di video ma non tirati via insieme … ricordo che si trattava di un reportage concernente il caso AMBROSOLI – SINDONA …”.

IL FUNZIONARIO DELLA RAI Heron VITALETTI

Heron VITALETTI è un funzionario della sede RAI di Milano presso la cui cineteca, nella sala moviola, vengono fatti scorrere il nastro video e il relativo nastro audio: “ricordo di quale servizio si tratta, anzi, preciso che a mio parere si tratta di più servizi assemblati in un unico nastro video. Ricordo che fui io stesso nell’ottobre 1962, in quanto all’epoca ero montatore, a montare sia il nastro video, sia il nastro audio … Per quanto riguarda il nastro audio in questione, la prima fascia, partendo dall’esterno, è costituita da pellicola statico, vi è poi la parte di sonoro relativa al giornalista AMBROSI che intervista l’uomo; interviene poi l’assenza del sonoro, causata dallo spezzone di pellicola statico; vi è poi il seguito del sonoro con l’intervista del giornalista SPARANO ad una donna; vi è poi la completa assenza del sonoro sino al termine per la presenza di tutta pellicola statico. Gli spezzoni di statico sono materialmente inseriti in testa e in coda e tra un sonoro e l’altro, tramite vere e proprie giunte a incollaggio manuale o a macchina … Per quanto riguarda l’assenza del sonoro nelle parti del nastro audio in questione, le cause possono essere molteplici: una potrebbe essere dovuta al fatto che il nastro audio abbia subito dei danni negli anni e che sia stato riparato con le aggiunte. Aggiunte che potrebbero essere fatte da personale addetto alle lavorazioni. Potrebbe anche essere successo che all’epoca del montaggio si ritenne di eliminare delle parti di sonoro giornalisticamente non interessanti. E’ importante dare atto che il nastro video è composto da un positivo tratto da un negativo, e da un controtipo invertibile tratto da un originale invertibile. Ciò significa che non si tratta della pellicola girata sul posto, si tratta del montaggio di copie aggiunte tra loro. Dall’esame delle giunte presenti nel nastro audio posso dire, da come sono eseguite materialmente, che sono state fatte negli anni successivi al fatto …”.

le interviste DELLA RAI a Mario RONCHI e a Margherita MARONI Andarono effettivamente in onda

Che le interviste a Mario RONCHI e a Margherita MARONI siano effettivamente andate in onda, lo conferma in primo luogo la raccolta dei testi dei telegiornali, da cui si desume che tali interviste sono state trasmesse nell’edizione pomeridiana del telegiornale n. 301 del 28 ottobre 1962.Lo ricordano inoltre Maria LOCATELLI, Francesca Maria MANERA, Maria Cristina MANERA, Ambrogio MARAZZINA, Carlo RONCHI e lo stesso Mario RONCHI.

2.2 Margherita MARONI

Di Margherita MARONI non vi è traccia nella istruttoria del 1962. Il suo nome viene per la prima volta alla ribalta – come già accennato – su Il Messaggero del 22 ottobre 1970.La nuova indagine permette peraltro di rintracciare le “pizze” del telegiornale andato in onda il pomeriggio del 28 ottobre 1962, che, nonostante la manomissione dell’audio, disvela agli inquirenti il video e la parte iniziale dell’audio di un’intervista rilasciata la sera stessa della caduta dell’aereo dalla contadina di Bascapè al telegiornale RAI: “stavo lavando i piatti e ho sentito un rumore che mi sembrava un camion, allora mi sono rivolta a mio marito e gli ho chiesto … ho sentito un rumore … di un chiaro che mi sembrava … che mi sembra una lucciola, delle stelle filanti … [taglio nastro audio]”.
Rintracciata, Margherita MARONI racconta: “Al momento della morte di Enrico MATTEI io abitavo sempre in Bascapè ma in via Crivelli. Quella sera ero nel cortile della mia abitazione, sotto la gronda, intenta a lavare i piatti [fig. 4]. Mio marito era invece in casa. Improvvisamente ho sentito il rumore di un aereo che volava basso, come sotto sforzo: si trattava, in sostanza, del rumore di un aereo non normale. Sono immediatamente rientrata in casa e ho chiamato mio marito.
Ma mio marito era stanco e non mi ha dato retta. Io sono quindi subito tornata fuori e ho fatto in tempo a vedere in alto, ma sotto le nubi, un punto di luce che si frantumava in tante scintille, ma senza rumore e senza scoppio. La luce e le scintille sono quindi venute giù. Si è poi sentito un tonfo sordo per terra: un “boom muto”. Come le ho accennato, quella sera il cielo era tutto coperto e veniva giù tanta pioggia, come peraltro da diversi giorni. Volevo precisarle che dopo il “boom muto” ho visto venire su un chiarore, un “chiaro”, dalla stessa direzione dalla quale avevo sentito il tonfo sordo. Non ho pensato immediatamente che potesse essere un aereo, ma il fenomeno di cui ero stata spettatrice mi aveva spaventato … Non sono mai stata interrogata, né dai Carabinieri, né dai giudici. Sono solo stata fotografata e sentita, la sera stessa dell’incidente, dai fotografi, dalla RAI e dai giornalisti … in paese tutti comunque sapevano che io ero stata testimone della caduta dell’aereo del MATTEI … Prendo atto che lei, solo in questo momento, mi mostra un filmato RAI in cui appare una mia intervista, parzialmente priva di voce e nel quale filmato si intravede mio marito. Le immagini furono girate nella corte della casa ove allora abitavo e dove appunto ero intenta a lavare i piatti quando vidi scoppiare e cadere l’aereo di MATTEI”.

Margherita MARONI aveva già raccontato ciò che aveva visto

Sono in tanti a Bascapè che ricordano ancora oggi ciò che Margherita MARONI ha raccontato di aver visto:

Virginio CURTI: “… conosco la signora Rita MARONI perché all’epoca lavorava per me in campagna. Ricordo che le altre donne che lavoravano per me mi avevano riferito che la MARONI aveva riferito di aver visto l’aereo del MATTEI esplodere in aria e quindi venire giù …”;

Francesca Maria MANERA: “… Rammento inoltre di aver visto … durante il telegiornale del giorno successivo alla caduta dell’aereo … anche una seconda intervista; alla Rita MARONI: che abitava in una posizione che permetteva di avere la vista assolutamente libera. La casa della MARONI non aveva abitazione davanti, ma la sola campagna di fronte …”;

Giuseppe PIATTI: “… In paese si diceva che Rita MARONI avesse visto una luce in aria …”;

Angela PUGNI: “… Conosco benissimo Rita MARONI, in quanto era la nostra inquilina. Rammento che quel 27 ottobre 1962, la Rita venne in latteria a dire <<Ho visto un gran fuoco in cielo>>. Non fui io personalmente a sentire tali parole, ma nella latteria tutti dicevano di aver sentito la Rita pronunciare questa frase …”;

Maria LOCATELLI: “… La sera della caduta dell’aereo di MATTEI, io ero in casa con mio marito … Abbiamo quindi visto in televisione la trasmissione che dava la notizia della disgrazia. Sempre in televisione, ma non ricordo se la stessa sera – anzi credo il giorno dopo – hanno dato un’intervista della signora Rita MARONI, che diceva <<Ho visto un lampo, come una fiammata in cielo>>”;

Giuseppina VALONCINI: “… In seguito ho saputo da MARONI Margherita che aveva visto una luce in alto …”.

L’INTERVISTA DELLA MARONI A “IL MESSAGGERO” E A “PANORAMA”

È anche interessante leggere quanto Margherita MARONI racconta ai giornalisti de Il Messaggero e di Panorama che la scoprono nell’autunno del 1970.Su Il Messaggero del 22 ottobre 1970, appare un servizio da Matelica nel quale si da conto del contenuto di una denuncia alla magistratura che Italo MATTEI – fratello di Enrico – annuncia di voler presentare. L’autore è Salvatore D’AGATA, il quale scrive “… le inedite rivelazioni della contadina Margherita MARONI, raccolte giovedì 12 novembre dal nostro giornale e dal settimanale PANORAMA.
Ha detto la nuova teste: <<Quella sera stavo lavando i piatti sotto un portichetto in cortile quando ad un tratto, ho sentito nel cielo una vampata verso la cascina Albaredo>> (quella di RONCHI). Lungamente interrogata, addirittura ‘aggredita’, Margherita MARONI ha sempre dato la stessa perentoria risposta: <<Ricordo benissimo, ci vedo benissimo, lo scoppio avvenne in cielo, le fiamme scendevano a terra come stelle filanti o piccole comete>> …
“.Il 12 novembre Salvatore D’Agata riprende l’argomento con un servizio da Pavia: “… E’ … quello che adesso dice un’altra contadina di Bascapè, Margherita MARONI, che abita a circa un chilometro dal campo circondato di pioppi dove furono trovati i rottami dell’aereo. Il suo è un racconto pacato, tranquillo, sicuro. Dice: <<Quella sera stavo lavando i piatti sotto un portichetto, in cortile, quando d’un tratto ho visto nel cielo una vampata verso la cascina Albaredo>>. E’ inutile tentare contestazioni. La donna non ha dubbi: la vampata avvenne in cielo. <<Ci vedo bene, cosa crede>> replica secca a chi insiste ed aggiunge: <<Ho sentito lo scoppio, poi ho visto le scintille che venivano giù come stelle filanti, piccole comete>>. Ma si rende conto dell’importanza di quello che sostiene? <<Io non so niente altro>>, chiude perentoria la contadina, <<so soltanto di aver visto così>> …”.Anche il settimanale Panorama si occupa della MARONI: “… Più si indaga sul caso MATTEI, tuttavia, e più elementi si trovano a suffragare l’ipotesi dell’attentato. Tra i testimoni mai ascoltati prima di ora, per esempio, PANORAMA ha rintracciato questa settimana una contadina di Bascapè, Margherita MARONI, abitante a circa un chilometro dal punto in cui furono trovati i resti dell’aereo, che vide chiaramente il bireattore esplodere in volo. Vista eccellente, personaggio tranquillo ed equilibrato, ecco quel che la MARONI vide la sera del 27 ottobre 1962: <<Stavo lavando i piatti sotto un portichetto, in cortile, quando a un tratto ho visto nel cielo una vampata verso la cascina Albaredo>>. A terra o in cielo? <<In cielo, in cielo! Ho udito un scoppio e ho visto delle scintille che venivano giù, sembravano stelle filanti, piccole comete>>. Ha prima sentito il botto e poi visto lo scoppio e le scintille? <<Sì, lo scoppio e poi le scintille>>…