UN GIUDIZIO AUTOREVOLE: PARLA L’EX CAPO DEL SISMI FULVIO MARTINI quando un esperto non ha dubbi

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Il 14 luglio 1995 su “ORE 12” compare un’intervista all’amm. Fulvio Martini, direttore del SISMI. Ad intervistarlo è il direttore del quotidiano, Enzo CARETTI. Eloquente il titolo: PARLA L’AMMIRAGLIO FULVIO MARTINI, EX CAPO DEL SISMI: “SABOTATO L’AEREO DI MATTEI”.

Alla domanda: “La magistratura italiana ha riaperto il caso MATTEI. Che sia stato vittima di un complotto internazionale, complice la mafia, non sembra un’ipotesi campata in aria. Lei propende per il fatto accidentale o per il sabotaggio dell’aereo di MATTEI?”, l’ex direttore del SISMI risponde: “Penso che l’aereo di MATTEI sia stato sabotato. MATTEI aveva molti nemici; c’è una cosa però mai emersa in questa oscura e drammatica vicenda e che è stata forse sottovalutata dagli inquirenti.
MATTEI in quei tempi aveva eccellenti relazioni con la resistenza algerina e i francesi non amavano questo tipo di contatti. Con questo non è che voglio puntare il dito contro i francesi. Penso che sia stato vittima di un attentatoperò francamente non mi indirizzerei in particolare su una specifica pista”. Sentito quale persona informata sui fatti, l’ammiraglio MARTINI, premesso di essersi già occupato “di intelligence … [dal] 1958 nel SIOS Marina [il servizio segreto d’arma], che a quell’epoca era un piccolo servizio indipendente, a differenza dagli altri SIOS [SIOS Aeronautica e SIOS esercito]”, pur ribadendo la convinzione già espressa nell’intervista apparsa su “ORE 12”, ha eluso la domanda circa le fonti di tale convincimento, sostenendo ineffabilmente che la sua opinione si sarebbe formata “sulla scorta della campagna di stampa e dei film che hanno trattato la vicenda”.
Alla contestazione per cui nell’intervista egli avrebbe manifestato una “certa sicurezza circa la natura dolosa dell’incidente in cui perì Enrico Mattei, mentre, nel rispondere alle altre domande poste dall’intervistatore”, sarebbe stato molto più cauto e non si sarebbe mai sbilanciato, non disponendo di elementi di giudizio [evidentemente a differenza del caso MATTEI], egli ha sostenuto “che, probabilmente, … [era] stato un po’ avventato, manifestando un’opinione influenzata dalla campagna di stampa di cui … ho già fatto cenno”.
L’intervistatore Enzo CARETTI ha invece spiegato che “durante l’intervista MARTINI … è parso sicuro delle affermazioni che andava facendo” e che “la frase <<penso che l’aereo di MATTEI sia stato sabotato>> detta dall’ex capo del SISMI ad un giornalista … è parsa un’affermazione importante per chi aveva rivestito tale carica”.Il direttore di “ORE 12” ha aggiunto che, come di costume, “prima della pubblicazione dell’intervista” aveva mandato “una copia dell’articolo al fax dell’ammiraglio, oppure gli … [aveva] … telefonicamente letto il testo, per consentirgli di dirmi se c’era qualcosa che non andava”: nulla di avventato, dunque, ma un parere espresso con la massima ponderazione.

(Proc. Pen. N. 349/95)