LA PERIZIA-MEDICO LEGALE tracce di esplosivo sui corpi delle vittime

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Al prof. Carlo TORRE, in associazione col prof. FIRRAO e col cap. DELOGU, è stato posto il seguente quesito:

Previa esumazione delle casse in cui sono custoditi i resti di Enrico Mattei, Irnerio Bertuzzi e William Mc Hale… svolgano i consulenti ogni accertamento teso ad accertare l’eventuale permanenza all’interno delle casse di tracce di qualsiasi natura riferibili alle modalità di causazione del disastro aereo o comunque rilevanti per le indagini …“.

Il prof. TORRE, dopo aver prelevato dai resti riesumati i frammenti radioopachi di interesse per successive indagini chimiche, metallografiche e frattografiche e averli consegnati agli altri due esperti per le loro valutazioni, ha svolto le proprie considerazioni medico-legali, precisando “che ogni disastro aereo costituisce caso a sé e che la molteplicità dei fenomeni traumatici che vi entrano in giuoco rende difficile iscrivere il quadro traumatologico osservato entro categorie rigide e schematiche” e che “… dallo studio della letteratura in proposito si trae la sensazione di una frequentissima quanto scoraggiante incertezza sulle effettive cause e sulle modalità di accadimento dei casi che ci servono come confronto“.

Dopo tale premessa, il consulente ha tratto le seguenti conclusioni:

“I tipi di incidente aereo per noi di interesse possono essere cosi schematizzati:

a)-impatto al suolo di corpo separatosi dal velivolo

b)-impatto al suolo: vittime solidali col velivolo

c)-esplosione seguita da impatto

d)-incendio terminale a bordo.

Credo che si possa escludere subito la modalità di cui al punto a). Quando il corpo precipiti autonomamente, non solidale con il velivolo, ad esempio per l’apertura di una falla nella carlinga, il quadro traumatologico anche per precipitazioni da grandi altezze è sostanzialmente sovrapponibile alla classica precipitazione, caratterizzata da imponenti lesioni scheletriche e viscerali ma da sostanziale integrità cutanea … Al contrario il complessivo quadro traumatologico osservato si adatta piuttosto bene alle modalità di cui al punto b), vale a dire ai danni che usualmente subiscono le persone che precipitino solidali con il velivolo quando questo impatti contro il suolo a elevata velocità, di prua (i danni maggiori si verificano quando l’angolo di impatto è compreso tra i 45° e i 90° e sono amplificati dalla durezza del terreno) …

L’ipotesi di cui al punto c), esplosione e successivo impatto al suolo del velivolo pare meno armonica con i risultati dell’indagine medico legale.
Preciso, per chiarezza, che in questo tipo di incidente aereo si devono comprendere quei casi in cui si abbia una importante esplosione all’interno dell’abitacolo, tale da determinare di per sé danni alle persone e da modificare l’integrità della carlinga. In caso contrario il quadro traumatologico sarà paragonabile a quello della tipologia precedente …
A proposito del quadro traumatologico ribadisco che questo si adatta meglio, in generale, alla precipitazione di corpi solidali con il velivolo con impatto al suolo ad alta velocità, eventualmente seguito da esplosione.
Ho già anche segnalato un certa differenza nelle lesioni riportate dal passeggero Mc Hale rispetto a quelle riportate da MATTEI e Bertuzzi. Credo che sarebbe arbitrario giudicare queste differenze di tale rilievo da poter suggerire, di per sé, un diverso meccanismo lesivo: esse sono ancora bene compatibili con le modalità prima proposte, bisogna però anche dire che sono, in generale, quelle che meglio potrebbero adattarsi all’ipotesi di esplosione di un ordigno che abbia danneggiato prevalentemente la parte destra del corpo.La presenza di frammenti metallici assume ovviamente il massimo rilievo: come è noto, nelle esplosioni di ordigni si osservano con grande frequenza schegge metalliche infisse nei corpi delle vittime, originatesi dall’involucro dell’ordigno stesso o provenienti dall’ambiente (proiettili secondari).
Si può trattare anche di frammenti molto piccoli. Nel caso del Comet 4B precipitato nell’ottobre 1967 nel mare Egeo minutissimi frammenti di alluminio conficcati in un cuscino e nel corpo di una delle vittime furono attribuiti all’esplosione di un ordigno al plastico che sarebbe stato situato sotto il cuscino, ad una distanza di circa 40 centimetri.
Nel nostro caso i corpi metallici rinvenuti nel corso degli esami radiologici si trovavano in parte inglobati nel contesto delle parti molli putrefatte senza che fosse individuabile un tramite. Non è pertanto consentito un giudizio sicuro sulla loro provenienza … Aggiungo che … non disponiamo di elementi utili a valutare se l’infissione della scheggia sia avvenuta prima o dopo la frattura dell’osso, viceversa, se sia stato quest’ultimo a essere stato scagliato a seguito della frammentazione del corpo contro una superficie atta a ceder schegge.
Ripeto che le condizioni tanalogiche e traumatologiche dei resti non consentono giudizi sulle modalità con cui i frammenti metallici sono entrati in rapporto con i tessuti biologici. Ciò che posso sottolineare è che si tratta in parte di “gocce” di metallo fuso (ciò che è di frequente osservazione negli incidenti aerei in cui si abbia incendio del velivolo) e in parte di minuti frammenti o schegge, riservando il giudizio tecnico sulla loro natura agli esperti in materia.
Per quanto riguarda infine il punto D) – incendio terminale a bordo – è indubbio che incendio al suolo vi fu. Esistono in merito precise e concordi testimonianze; aggiungo che l’aspetto di alcune parti metalliche rinvenute nei feretri è indubbiamente da riferire a fusione da calore …Se l’incendio in questione possa essersi iniziato quando l’aereo era ancora in volo non è possibile dire sulla base di quanto ho potuto accertare: i dati medico-legali sono, in proposito, neutri, nel senso che non possono fornire conferma o smentita di questa ipotesi …”.
In conclusione, la consulenza TORRE è per noi rilevante (oltre che per aver identificato e prelevato i frammenti metallici analizzati positivamente dagli altri due esperti) per aver ritenuto che l’ipotesi di limitata esplosione in volo e successivo impatto del velivolo sostanzialmente integro al suolo, fosse compatibile con le evidenze medico-legali.
Occorre infine aggiungere che il prof. TORRE ha recentemente depositato un supplemento della propria consulenza, in cui riferisce di aver individuato la “mano sinistra con anellino” descritta in atti e attribuita a Enrico MATTEI.L’esame radiologico mirato di tale reperto “ha consentito di apprezzare la presenza, tra le parti molli, di minuti frammenti radioopachi”, tra i quali “una piccola scheggia metallica costituita essenzialmente da alluminio con tracce di potassio, bario, ferro, rame e zinco” e di interpretare lo stesso reperto alla stregua del già citato precedente della letteratura medica: il Comet 4B precipitato l’ottobre 1967 nel mare Egeo. In quel caso i minutissimi frammenti di alluminio conficcati in un cuscino e nel corpo di una delle vittime furono attribuiti – come già detto – all’esplosione di un ordigno al plastico che sarebbe stato situato sotto il cuscino, a una distanza di circa 40 centimetri.