QUANDO IL COL. KOLOSOV (KGB) VENNE IN ITALIA

delorenzo

Giustamente ignorata dalla stampa seria (il Corriere della Sera, con toni vicini all’ironico, è stato costretto ad intervenire, con ritardo, viste le sollecitazioni del solito Cossiga), la grande bufala che uno sconosciuto ex agente segreto del KGB ha cercato di rifilare all’opinione pubblica italiana non è stata raccolta da nessuno, se non dagli organizzatori di un convegno, improntato all’insegna del più sgangherato revisionismo storico che sia dato di conoscere.
In breve la storia di questo convegno, svoltosi l’11 giugno 2003, sotto l’egida dei gruppi parlamentari della Camera e del Senato di Alleanza Nazionale, dedicato al ruolo svolto in Italia dallo spionaggio sovietico e al Piano Solo e intitolato “La guerra fredda e il caso De Lorenzo”.
Dovete sapere che da anni, da molti anni, si aggira nelle aule dei tribunali di mezza Italia uno strano personaggio, un colonnello de carabinieri in pensione che porta un cognome scomodo e che si batte però per una causa nobile, difendere e riabilitare la figura del padre, scomparso da tempo. Questo ex ufficiale si chiama Alessandro De Lorenzo ed è il figlio del gen. Giovanni De Lorenzo, già comandante del SIFAR, il servizio segreto militare degli anni Sessanta e poi dell’Arma dei carabinieri, passato alla storia come il responsabile di un minacciato colpo di Stato militare basato su un piano d’attacco, il Piano Solo, appunto.
Questo signore ha querelato e continua a querelare tutti i giornalisti e gli storici che scrivono su suo padre le solite ovvietà: del minacciato colpo di Stato del luglio 1964, del Piano Solo, della lista di enucleandi (personalità della politica e del sindacalismo italiano) da imprigionare in una base sarda e così via.
Alessandro De Lorenzo – e la cosa di per sé avrebbe dovuto insospettire da subito – è stato tra i relatori di questo convegno tutto basato sulle “rivelazioni” di un ex colonnello del KGB, tal Leonid Kolosov, secondo il quale il progetto colpo di Stato del gen. De Lorenzo, in realtà, non è mai esistito: si è trattato di un’operazione di disinformazione del GRU, il servizio segreto militare russo che avrebbe “inventato” il Piano Solo per destabilizzare i “potenti” (sic!) servizi segreti militari italiani.
Si dà il caso che nel gennaio del 1991 la commissione parlamentare d’inchiesta sulle stragi abbia tolto il segreto sul Piano Solo e sul minacciato golpe De Lorenzo, sui quali – peraltro – hanno indagato per anni commissioni d’inchiesta sia parlamentari, che ministeriali.
Lo stesso gen. De Lorenzo, d’altro canto, come ha di recente sostenuto il giornalista e parlamentare Lino Jannuzzi (autore con Eugenio Scalfari del famoso scoop sull’Espresso) non ha mai negato i fatti: non ha mai negato che il Piano Solo era stato fatto da lui preparare; “non ha mai negato di aver mandato lui in persona ai comandanti regionali dell’Arma le liste di proscrizione; non ha mai negato neppure di aver chiesto al capo di stato maggiore della Marina due navi per trasportare gli “enucleandi” in Sardegna. Il gen De Lorenzo si è, invece, difeso, sostenendo che quelli erano solo preparativi che non sarebbero mai stati messi in opera senza il consenso del governo”.
Insomma il Piano Solo è sempre stato qualcosa di molto palpabile. E consultabile. E che, presto, Misteri d’Italia metterà on line. Nulla, insomma, di inventato dai russi.
Altrimenti dovremmo credere anche un’altra cosa: che le 157 mila schedature fatte dal SIFAR di De Lorenzo – poi in parte finite nelle mani del capo della loggia P2 Licio Gelli) ai danni di altrettanti cittadini italiani sarebbero state compiltae oltrecortina.
La bufala è tutta qui.
C’è poi da aggiungere che, ascoltato a due riprese dalla commissione parlamentare che indaga sull’Affare Mitrokhin – i cui verbali d’audizione pubblichiamo qui sotto – il col. Kolosov si è rimangiato tutto quello che aveva detto in alcune interviste e scritto anche in un libro.
Queste due esilaranti audizioni – uniche nel panorama pluridecennale delle commissioni d’inchiesta parlamentare – meritano di essere lette con attenzione.