DAGLI ARCHIVI DELLA CIA

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Ancora oggi, a distanza di quasi 40 anni da quegli avvenimenti, la CIA ha cercato in ogni modo di impedire che venisse tolto il segreto di Stato a documenti di cui, qui sotto, pubblichiamo una sintesi.
Si tratta di memorandum, note, lettere dell’ambasciatore americano a Roma Frederick Reinhardt, rapporti degli agenti dell’intelligence americana presenti nella capitale italiana, come Thomas Karamessines e William Harvey, custoditi negli archivi della più potente organizzazione di spionaggio del mondo. Migliaia di pagine che riguardano la situazione italiana negli anni tra il 1964 ed il 1968. Con un riguardo particolare alla crisi del primo governo di centro-sinistra, alla difficile formazione del secondo e alla possibilità che corpi dello Stato, in particolare i carabinieri del gen. Giovanni De Lorenzo, usassero la forza per impedire una svolta progressista del Paese.
Ne viene fuori l’immagine di un Paese sotto stretta sorveglianza americana, una paese a sovranità limitata. Dove i militari hanno un peso assolutamente sproporzionato. E la democrazia è solo un optional funzionale alle esigenze dei potenti.

“IL GENERALE STA PERDENDO LA PAZIENZA”
Brani di documenti “declassificati”