QUANDO L’ARMA TRAMAVA. Alti ufficiali sotto interrogatorio

Il gen. Manes in borghese
Il gen. Manes in borghese

Tra il 20 maggio ed il 4 giugno 1967, volendo approfondire le notizie che stanno circolando sull’esistenza del piano Solo e su quanto accadde nel luglio del 1964, il gen. Manes convoca nel suo ufficio presso il comando generale dei carabinieri alcuni alti ufficiali dell’arma per interrogarli.

Quelli che seguono sono i verbali di quegli interrogatori del tutto informali ma da cui emerge un deferente rapporto di gerarchia degli interrogati nei confronti dello stesso Manes che è il vicecomandante dell’arma, cioè il numero due dell’istituzione.

Dagli interrogatori che finiranno allegati al rapporto che il gen. Manes consegnerà al suo superiore, il gen. Ciglieri – e sui quali per 24 anni calerà il più assoluto dei segreti – emerge uno spaccato cospirativo davvero inquietante.

Pur non trattandosi di dichiarazioni univoche – alcuni ufficiali parlano di convocazioni avvenute genericamente nella tarda primavera, altri a maggio, altri ancora alla fine di giugno del 1964 – tutti concordano sul contenuto delle stesse: una messa in allarme dei carabinieri in relazione alle difficoltà della situazione politica, con la distribuzione di liste segretissime di militanti comunisti da arrestare e da deportare. Liste preparate dal SIFAR al cui vertice il gen. De Lorenzo, all’epoca comandante generale dell’arma, era rimasto per lunghissimo tempo e che di fatto aveva lasciato al col. Allavena, non a caso presente a quelle riunioni.

Il col. Bittoni e il gen. Lepore parlano anche di piani per il controllo della città di Roma e tutti gli interrogatori dipingono una situazione di alta tensione, con i carabinieri pronti ad intervenire.

Le ammissioni più rilevanti sono quelle del col. Romolo Dalla Chiesa, fratello di Carlo Alberto (il nome di entrambi compare nelle liste della P2) il quale parla esplicitamente di “posti idonei di concentramento” dove riunire gli arrestati che sarebbero poi stati trasferiti – come afferma il gen. Azzari – “in un’isola”, con ogni probabilità la Sardegna, dove era già allestita la base di capo Marrargiu, sede operativa di Gladio.

GLI ALLEGATI ALLA RELAZIONE MANES