IL RAPPORTO MANES

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Il 15 giugno 1967, a poco più di un mese dalla pubblicazione sull’Espresso dell’articolo denuncia di Scalfari e Jannuzzi contro il gen. De Lorenzo, il vicecomandante dell’Arma dei carabinieri, il gen. Giorgio Manes, consegna al suo superiore, il comandante dell’Arma Carlo Ciglieri il rapporto che dallo stesso è stato incaricato di redigere sul modo in cui notizie interne siano giunte alla stampa.
Manes – che di De Lorenzo è sempre stato un fiero avversario – con scrupolo e dedizione ha condotto un’approfondita indagine che travalica il suo mandato, ascoltando numerosi ufficiali dei carabinieri che nelle giornate del luglio 1964 sono stati più vicini a De Lorenzo.
Il suo rapporto consta di una lettera e di diversi allegati. Su questo importante documento viene subito apposto il segreto. In seguito ne verrà svelata solo una parte, mentre i passi salienti degli allegati verranno coperti da omissis.
Il rapporto Manes verrà reso noto nella sua interezza soltanto nel 1990.
Ma intanto sia Manes che Ciglieri non ci sono più. Sono morti 21 anni prima e la loro scomparsa è ancora oggi segnata da pesanti dubbi.
Il 27 aprile 1969 muore il gen. Ciglieri: la sua auto esce di strada, mentre procede a velocità ridotta lungo un rettifilo.
Neppure tre mesi dopo, il 21 luglio 1969, tocca al gen. Giorgio Manes: sta bevendo un caffè, mentre attende di essere ascoltato dalla commissione parlamentare d’inchiesta, quando è colto da infarto.

A lungo i carabinieri ed i servizi segreti cercheranno nella sua abitazione i suoi diari ed altri documenti che Manes custodiva gelosamente. Verranno alla luce, anch’essi, solo nel 1990. Interessata a quei documenti si mostrerà anche una compagna di università di Renato Manes, figlio del generale: è Fiorella Maria Carrara. La donna diventerà in seguito la segretaria del criminologo Aldo Semerari, legato ad ambienti neofascisti ed ai servizi segreti militari. La Carrara morirà suicida subito dopo l’assassinio per decapitazione del suo principale, avvenuta nel 1980.
Ma altre morti hanno cadenzato questa lugubre vicenda: il 7 gennaio 1970 scompare il magistrato Ottorino Pesce che proprio sugli omissis del rapporto Manes aveva aperto un’inchiesta.
Un altro magistrato, Vittorio Occorsio, pubblico ministro nel processo per diffamazione intentato dal gen. De Lorenzo ai giornalisti dell’Espresso, verrà assassinato in un agguato dal neofascista Pierluigi Concutelli il 10 luglio 1976.

IL RAPPORTO MANES