IL PROCESSO DI PRIMO GRADO (Firenze, 1996-1998)

Il grande inquisitore, Piero Luigi Vigna, con il capo della Polizia, già ai vertici del Sisde, Vincenzo Parisi (Foto Sestini)
Il grande inquisitore, Piero Luigi Vigna, con il capo della Polizia, già ai vertici del Sisde, Vincenzo Parisi (Foto Sestini)

Il 15 giugno 1996 – tre anni dopo la maledetta stagione delle stragi della primavera-estate 1993 – il GIP del Tribunale di Firenze dispone il rinvio a giudizio di 28 imputati in relazione a sette episodi di strage avvenuti tra il 14 maggio 1993 ed il 14 aprile 1994.

Si tratta, in particolare:

  1. della strage di via Fauro a Roma del 14 maggio 1994 (nessuna vittima);
  2. della strage di via dei Georgofili a Firenze del 27 maggio 1993(cinque morti);
  3. della strage di via Palestro a Milano del 27 luglio 1993 (cinque morti);
  4. delle stragi di Roma del 27/28 luglio 1993 alla chiesa del Velabro e al Vicariato (dietro la basilica di san Giovanni) (nessuna vittima);
  5. della strage di Formello (Roma) del 14 maggio 1994 (nessuna esplosione e nessna vittima);
  6. della strage dello stadio Olimpico commessa, in data imprecisata, a Roma tra la fine del 1993 e gli inizi del 1994 (nessuna esplosione e nessuna vittima).

Il rinvio a giudizio non tiene conto di nessuna pista alternativa a quella della mafia.

Il movente delle stragi è quindi molto debole.

Il processo, cominciato il 12 novembre 1996 dura 190 udienze e vede lo stralcio delle posizioni di Giuseppe Graviano e di Salvatore Riina, in quanto impegnati, in concomitanza, in numerosi altri processi.

L’istruzione dibattimentale vede l’esame di  21 consulenti tecnici, 35 imputati in procedimenti connessi, oltre 450 testimoni e 13 imputati.

La corte si ritira in camera di consiglio il 1° giugno 1998 ne esce il 6 giugno per la lettura di una sentenza certamente incompleta e insoddisfacente.

Il teorema “tutto è mafia” ha comunque vinto.

IL PROCESSO DI PRIMO GRADO
udienza per udienza