1993: CRONOLOGIA DI UN ANNO TERRIBILE. Tra autobombe, stragi, ladri, mafiosi e spie.

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E’ l’anno del passaggio, l’anno della transizione, il giro di boa della prima Repubblica che ancora non muore ma è certamente agonizzante. A Milano l’inchiesta mani pulite avanza come un trattore, travolgendo una fetta sostanziosa della classe politica di governo e provocando il suicidio di due manager come Gabriele Cagliari e Raul Gardini. A Palermo l’arrivo del nuovo procuratore Giancarlo Caselli coincide con l’arresto di Totò Riina: un grosso successo nella lotta alla mafia, le cui inchieste si apprestano adesso a colpire il livello politico di Cosa nostra. Lo faranno in primavera, inviando un avviso di garanzia al più volte presidente del Consiglio Giulio Andreotti. A Roma è intanto esplosa la vicenda dei fondi neri del SISDE che, oltre a coinvolgere altri funzionari del servizio segreto civile, fa tremare le fondamenta del Quirinale per i comportamenti assunti dal capo dello stato Oscar Luigi Scalfaro quando era ministro dell’Interno nel governo Craxi. Improvvisamente l’Italia diventa un paese disseminato di bombe vere e false. Se le secondo servono solo a creare allarme e a barattare per efficienti i disastrati e corrotti servizi segreti italiani, quelle vere provocano ben cinque stragi con 10 morti. Il Paese sembra essere ritornato agli anni bui dello stragismo. Che siano bombe ricattatorie, bombe – questa volta sì – destabilizzanti, è lampante. L’opinione pubblica ha perfettamente capito  il  gioco  di  potere che    si nasconde dietro quella minaccia sanguinaria e concreta: uno stop al cambiamento. Un alt alla rimessa in discussione dei poteri forti. La magistratura, invece, il gioco non lo capisce. O forse lo ha capito fin troppo bene. Sta di fatto che quei cadaveri che ancora chiedono giustizia vengono attribuiti a un confuso intreccio mafioso per un ancor più confuso patto di scambio con lo Stato. Le inchieste giudiziarie – tutte finite a Firenze, città da cui proviene colui che diventerà il nuovo procuratore antimafia – dissipano il terrore. Le condanne ai mafiosi mettono una pietra tombale sui veri responsabili di quelle stragi. Rileggere la storia di un anno terribile come il 1993 può essere allora molto istruttivo. Ed illuminante.

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