LA DOPPIA VERITA’ DI IDINA GARDINI

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C’è un altro mistero nel mistero della morte di Raul Gardini.
Riguarda lo strano atteggiamento assunto dalla moglie dell’industriale romagnolo a proposito, proprio, della morte di suo marito.
E’ un mistero, preceduto da una stranezza: Raul Gardini muore il 23 luglio 1993. Sua moglie Idina Ferruzzi viene ascoltata per la prima volta da un magistrato il 5 ottobre 1994, cioè quasi 15 mesi dopo il drammatico evento. Perché tanto ritardo?
Ed ecco il mistero. Nei documenti che pubblichiamo, Idina ha due atteggiamenti assolutamente opposti.
Il primo documento è un articolo/intervista del Corriere della Sera. Il 21 luglio 1994, cioè ad un anno dalla scomparsa di Raul, Arturo Guatelli, giornalista del quotidiano milanese, pubblica un reportage da Ravenna, la città di Gardini, dove fra l’altro è riuscito ad intervistare – impresa praticamente impossibile – la moglie, Idina appunto.
L’articolo del Corriere è categorico fin dal titolo: “Raul non si è ucciso” è la frase virgolettata attribuita ad Idina. Le altre frasi riportate da Guatelli sono – se possibile ancora più esplicite: “Ma non mi si venga a dire che Raul si è ucciso. La tesi del suicidio fa comodo a tutti, ma non sta in piedi”.
Trascorrono appena due mesi e mezzo e Idina Ferruzzi viene convocata a palazzo di Giustizia di Milano per essere ascoltata dal PM Licia Scagliarini. Cambia il tono, cambia anche la sostanza del suo ragionamento: “…l’ho visto disperato, perché si sentiva abbandonato da tutti”; “Lo vedevo umiliato, mortificato e indifeso”; “Nell’ultimo periodo Raul non faceva discorsi sul futuro, io peraltro non chiedevo”. E via dicendo.

Qual è la verità di Idina Ferruzzi vedova Gardini?

“RAUL NON SI E’ UCCISO”
l’intervista al Corriere della Sera

“RAUL ERA DISPERATO”
la deposizione davanti al PM