GABRIELE CAGLIARI un suicidio annunciato?

cagliari

Martedì 20 luglio 1993: Gabriele Cagliari, ex presidente dell’ENI, uno dei più potenti manager di Stato, viene trovato esanime, con un sacchetto di plastica avvolto attorno la testa, nel gabinetto della cella n.102, V° braccio, del carcere milanese di San Vittore, dove era stato rinchiuso, colpito da tre mandati di cattura, nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria sui vari filoni relativi ai fondi neri dell’ENI. Il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Fabio De Pasquale, non è a Milano, è da poco partito per le vacanze in Calabria: al termine dell’ultimo interrogatorio, aveva promesso a Cagliari, alla presenza del suo avvocato, che gli avrebbe concesso gli arresti domiciliari. Poi cambia idea. E parte per le ferie.

Con un decreto datato 12 maggio 1995, firmato dal GIP Rosa Polizzi, il caso Cagliari è stato archiviato come suicidio: Cagliari, eludendo qualsiasi controllo, si sarebbe chiuso nel gabinetto della cella che divideva con altri detenuti, si sarebbe infilato un sacchetto di plastica sulla testa, lo avrebbe fermato attorno al collo con delle stringhe da scarpe e si sarebbe lasciato morire per asfissia. I suoi soccorritori lo avrebbero trovato già cadavere.

 

Fin qui la verità ufficiale.

 

Tempo fa il quotidiano on line Affari Italiani, attraverso un’attenta rilettura degli atti processuali ed in particolare dei risultati della perizia medico-legale, provò a confutare questa versione ufficiale dei fatti.
Lo spunto lo offriva il referto medico di ricovero dell’ex presidente dell’ENI nell’infermeria del carcere: quando Cagliari fu ricoverato era tutt’altro che cadavere.
Da un attento esame delle carte, Affari Italiani scoprì anche che il cadavere di Cagliari presentava un forte trauma in pieno viso e un travaso di sangue nella testa. Nella versione ufficiale, tali lesioni erano state attribuite all’intervento dei primi soccorritori, cioè alle manovre di rimozione del sacchetto dal collo della vittima e al successivo trasporto del corpo tutt’altro che cadavere di Cagliari nell’infermeria del penitenziario. Ma periti non escludevano che quelle stesse ecchimosi “si fossero prodotte in epoca precedente rispetto all’applicazione del sacchetto di plastica sul capo”.

 

Gabriele Cagliari si è suicidato, oppure è stato ucciso per eliminare dall’inchiesta “uno che sapeva troppo”?

 

Quasi tutti gli elementi disponibili sul Caso Cagliari fanno propendere per la tesi ufficiale: la tesi del suicidio. Ma, attenzione, in queste storie tanto italiane c’è sempre un ma.

 

Affari italiani, ad esempio, anche grazie alla testimonianza di un detenuto di San Vittore, ha provato a sviluppare una teoria. Eccola: Gabriele Cagliari, 67 anni, qualche disturbo al cuore, è da quattro mesi in galera. Spera ardentemente di ottenere gli arresti domiciliari. Quando apprende che il pubblico ministero che lo inquisisce non darà parere positivo alla sua richiesta decide – con la collaborazione di qualche detenuto – di inscenare un finto suicidio, una mossa per convincere i magistrati del suo stato di depressione e della necessità di tornare a casa.
Un finto suicidio che, invece, per chi lo consiglia, diventa un vero omicidio. Basta un ritardo nei soccorsi…
Contro questa teoria giocano, però, molti elementi: la lettera d’addio ai familiari, ad esempio.
Ma a favore dell’omicidio c’è però un’altra lettera, molto strana, una sorta di manleva, in cui il manager afferma che qualsiasi cosa dovesse accadergli, i suoi compagni di cella non c’entrano.
Passeranno solo tre giorni dalla morte di Gabriele Cagliari che un altro, presunto, suicidio eccellente sconvolgerà le quinte del palcoscenico dove è in scena il dramma (o la farsa) dell’inchiesta Mani Pulite: il 23 luglio 1993, con un colpo di pistola alla testa, muore Raul Gardini. I magistrati stanno per interrogarlo. Filone d’inchiesta: uno dei tanti a cui anche Gabriele Cagliari era interessato. L’operazione che portò alla costituzione dell’ENIMONT.

CAGLIARI SI E’ SUICIDATO
Il decreto di archiviazione

CHI ERA GABRIELE CAGLIARI

LA VICENDA GIUDIZIARIA

L’ULTIMA LETTERA
Ai familiari

LA PERIZIA MEDICO LEGALE

L’INCHIESTA SULLA MORTE

MA C’E’ CHI NON CREDE AL SUICIDIO