L’UCCISIONE DI AMPLATZ E IL FERIMENTO DI KLOTZ (2)

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Rastrellamenti indiscriminati (cinque altoatesini per ogni italiano ucciso), rappresaglie per stroncare il terrorismo altoatesino. Ma veramente, trent’anni fa si ebbero deviazioni nell’Arma ? Quanto segue sono le dichiarazioni del gen. Marasco a riguardo degli appunti, consegnati alla commissione stragi, del rapporto Manes. “Ritengo che la versione del contenuto delle agende del generale Manes, apparsa sui giornali, non sia rispondente alla realtà. Per questo smentisco tutto ciò che in essa riguarda la mia persona e gli ordini che io avrei ricevuto quando, con il grado di colonnello, comandavo la legione dei carabinieri di Bolzano”.
D – I rastrellamenti indiscriminati ?”Non ce ne fu neppure uno”.
D – Le rappresaglie ?
“Nessun altoatesino venne ucciso. E’ storicamente accertato che i morti furono tutti italiani. Ne alcun altoate- sino venne catturato, se non per rispondere alla giustizia di reati commessi. Fino a oggi non avevo avuto mai occasione di apprendere notizie su queste carte del generale Manes. Carte alle quali posso opporre soltanto i miei ricordi, non avendo conservato alcun documento dell’epoca. Si tratta di cose risalenti a trent’anni fa. Ma ne ho una precisa memoria perché le ho vissute personalmente, sempre nel più rigoroso rispetto della legalità”.
D – Alcuni brani del rapporto Manes, consegnato dal giudice Casson alla commissione stragi, tirano pesante- mente in ballo il suo nome….si afferma che una direttiva di De Lorenzo indicasse la questione dei cinque altoatesini da uccidere per ogni italiano o carabiniere ucciso.
“E’ falso. Se Manes ha veramente scritto queste cose, ebbene, mi duole dirlo, ma ha scritto una balla. Io sono stato al vertice di quella zona fino al novembre-dicembre del 1964, e non solo non ho ricevuto ordini del genere, ma non ne ho mai sentito parlare. Quelle cose non sono mai accadute”.
D – E Bondone ?
“Bondone ? E chi è ? Mai sentito”.
D – Sulle rappresaglie Manes scrive: “La questione dei cinque altoatesini da uccidere per ogni italiano o carabiniere fa parte del diverbio col ten. col. Giudici che gliela attribuì e che Marasco avrebbe detto essere una direttiva di De Lorenzo”.
“Ripeto: non ricevetti mai direttive del genere, ne mai ne sentii parlare. All’epoca Giudici era un mio ufficiale, non ebbi motivi di contrasto con lui che, peraltro, non aveva responsabilità territoriali. Insomma: è un castello di fantasie”.

(dall’intervista rilasciata al quotidiano Il Tempo, IL TEMPO”, 15-Giu-1991)(15-Giu-91, da Agorà a cura di M.Fiorenzi)