UNA STRAGE SENZA COLPEVOLI. La sentenza-ordinanza del giudice Rosario Priore

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il relitto del Dc9 Itavia ricostruito in un hangar dell’aeroporto di Pratica di mare

La sentenza-ordinanza redatta dal giudice istruttore Rosario Priore, depositata il31 agosto 1999 – e che di seguito pubblichiamo integralmente – è l’unico documento giudiziario complessivo cui possa fare riferimento chi cerchi di comprendere cosa sia accaduto nei cieli sopra Ustica (in realtà a sud dell’isola di Ponza) nella notte del 27 giugno 1980 quando il Dc9 dell’Itavia perse il contatto con il controllo a terra e sparì nel nulla.

19 anni. Tanti ne sono occorsi per mettere un primo punto fermo ad un’inchiesta infinita, minata, ostacolata, depistata mille e mille volte. Eppure un documento giudiziario senza sbocchi processuali degni di nota: alla sbarra finiranno solo quattro alti ufficiali dell’aeronautica accusati di un reato infamante: fellonia e alto tradimento. Tutti assolti nei due gradi di giudizio. Pende ancora un ricorso in Cassazione. Ma è poca cosa per avere ancora speranza nella verità.

Eppure l’ordinanza di Priore disegna uno scenario di guerra molto preciso.

Il processo ai quattro ufficiali che all’epoca della tragedia di Ustica ricoprivano posti chiave nell’Aeronautica militare (Lamberto Bartolucci, ex capo di stato maggiore; Zeno Tascio, ex responsabile del servizio segreto; Corrado Melillo, ex capo del terzo reparto dello stato maggiore e poi sottocapo di stato maggiore della difesa, carica quest’ultima che all’epoca dei fatti ricopriva Franco Ferri) li vedeva imputati di aver “omesso di riferire alle autorità politiche e a quella giudiziaria le informazioni concernenti la possibile presenza di traffico militare statunitense, la ricerca di mezzi aereonavali statunitensi a partire dal 27 giugno 1980, l’ipotesi di un’esplosione coinvolgente il velivolo e i risultati dell’analisi dei tracciati radar di Fiumicino- Ciampino” e di aver taciuto “l’emergenza di circostanze di fatto non conciliabili con la collocazione della caduta del Mig libico sulla Sila la mattina del 18 luglio 1980”.

Il capo di imputazione faceva riferimento anche al fatto che i quattro hanno fornito “alle autorità politiche, che ne avevano fatto richiesta, informazioni errate, tra l’altro escludendo il possibile coinvolgimento di aerei e affermando che non era possibile esaminare i dati del radar di Fiumicino-Ciampino perché in possesso esclusivo della magistratura”.

Il loro sarebbe dovuto essere un procedimento propedeutico al “vero” processo di Ustica. In caso di condanna sarebbe stato possibile salire al livello superiore di indagini e quindi di accedere alla grande verità nascosta: cosa è realmente accaduto la sera del 27 giugno 1980 nei cieli sopra Ustica. Perché questo potesse succedere doveva saltare il presunto tappo dell’omertà, o del depistaggio, che ha avvolto la verità in un buio impenetrabile.

Ma tutto questo non è accaduto prima, nei lunghi anni di indagini svolte con abnegazione dal giudice istruttore Rosario Priore – vero deus ex machina di questa vicenda – e non è accaduto dopo, nell’arco degli oltre tre anni e mezzo di dibattimento (dal 28 settembre 2000 al 30 aprile 2004).

Alla sbarra, ma subito stralciati per motivi procedurali, c’erano anche altri cinque militari, imputati di falsa testimonianza: Francesco PuglieseUmberto Alloro,Claudio MasciPasquale Notarnicola e Bruno Bompressi.

Per l’accusa, i depistaggi su Ustica ci sono stati. Tanto che in primo grado i pm hanno chiesto due condanne e due assoluzioni per i quattro generali dell’Aeronautica militare imputati.: sei anni e nove mesi di reclusione per Bartolucci e Ferri. Assoluzione, per non aver commesso il fatto, per Tascio e Melillo.

Ma la corte decide in altro modo: tra assoluzioni e prescrizioni i quattro dell’Aeronautica tornano tutti a casa, sia in primo grado che, il 15 dicembre 2005, in Appello.

Resta la sentenza-ordinanza di Priore. Un documento che merita di essere studiato a fondo.

IMPUTATI

LE ATTIVITA’ ISTRUTTORIE FINO AL LUGLIO 1990

L’ISTRUTTORIA DAL 27 LUGLIO 1990 AL 31 DICEMBRE 1997

L’ISTRUTTORIA DAL 27 LUGLIO 1990 AL 31 DICEMBRE 1997 (2)

IL MIG LIBICO RINVENUTO A CASTELSILANO

INQUINAMENTI

MORTI SOSPETTE

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ARGOMENTI VARI

CONSIDERAZIONI FINALI

LE POSIZIONI SINGOLE

MOTIVAZIONI IN DIRITTO

ORDINANZA DI CORREZIONE