LA STRAGE DELLA VERITA’ L’ottantaduesima vittima

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A più di vent’anni da quella tragica notte, Ustica non ha verità. Eppure, anche senza una verità sancita, tutti abbiamo la più chiara consapevolezza di ciò che accadde: ci fu la guerra.

Resta un solo dubbio: di quella guerra il Dc9 era l’obbiettivo premeditato? Oppure l’aereo dell’Itavia fu un “errore collaterale” di quelli – per intenderci – tanto spietatamente cercati dalla NATO durante la guerra su Serbia e Kosovo del 1999? Nessun’altra verità è ormai più ipotizzabile.
Chi ancora vuol parlare – con estremo sprezzo del ridicolo – di bomba a bordo oppure di cedimento strutturale deve solo fare i conti con la propria capacità psichica di auto-ingannarsi. Se le ipotesi di scenario si restringono a due, molti di più sono gli indiziati della strage: la NATO ancora? L’aviazione americana? Quella francese? Quella italiana? Quella libica?
In tutto questo tempo che sembra essersi fermato sui cieli del Tirreno, qualcosa di incontrovertibile, però, lo abbiamo appreso. Le vittime della strage di Ustica non sono state 81. Ai 41 uomini, alle 24 donne, ai 3 ragazzi e ai 13 bambini che hanno perso la vita nel cielo sopra al Tirreno, va aggiunta anche un’altra vittima: l’Aeronautica militare italiana, vittima degli ostruzionismi, delle menzogne e dei depistaggi di alcuni dei suoi più alti ufficiali. Quattro di questi alti ufficiali siedono oggi sul banco degli accusati. Dobbiamo a questi uomini se la verità su Ustica è rimasta tanto a lungo celata, in nome di un mal inteso senso dell’onore? Sarà il tribunale a stabilirlo. Scrisse il compianto Libero Gualtieri, quando, da senatore, presiedette la commissione stragi:

<<(…) per la Commissione è possibile indicare al Parlamento le responsabilità dei poteri pubblici e delle istituzioni militari per avere trasformato una “normale” inchiesta sulla perdita di un aereo civile, con tutti i suoi 81 passeggeri, in un insieme di menzogne, di reticenze, di deviazioni, al termine del quale, alle 81 vittime, se ne è aggiunta un’altra: quell’Aeronautica militare che, per quello che ha rappresentato e rappresenta, non meritava certo di essere trascinata nella sua interezza in questa avventura>>.

Quelli che pubblichiamo di seguito sono solo alcuni dei tanti documenti che li accusano. A cominciare dalla relazione al Parlamento della commissione stragi che, pur risalendo, ad alcuni anni fa, ha il pregio della chiarezza e della lucidità. Seguono parti di un documento più recente: l’ordinanza del giudice Rosario Priore con la quale nel 1999 si è conclusa l’inchiesta su Ustica: la strage di Ustica è stata commessa da ignoti, ma quattro uomini dell’Aeronautica debbono rispondere di reati infamanti, ancor più infamanti, se il tribunale lo stabilirà, perché commessi da uomini con indosso una divisa.

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