LA MORTE DI ROBERTO CALVI omicidio o suicidio?

luogo

Il corpo senza vita di Roberto Calvi venne trovato alle prime luci del 18 giugno 1982 da un impiegato delle poste britanniche che, percorrendo la riva londinese del Tamigi, stava recandosi al lavoro.
L’impiegato nota un corpo che pende da una corda legata ad un traliccio del ponte dei Blackfriars.
Due autopsie, ordinate dall’autorità giudiziaria inglese, arrivano a conclusioni diverse: una stabilisce, senza ombra di dubbio, che Calvi si è suicidato; l’altra, invece, lascia il verdetto “aperto” ad entrambe le ipotesi: suicidio oppure omicidio.
Un’inchiesta giudiziaria sulla morte del banchiere viene aperta anche in Italia. La perizia decisa dal giudice istruttore del tribunale di Milano propende per la tesi del suicidio, ma non esclude la possibilità che Roberto Calvi sia stato assassinato.
Nel 1988, nel corso di un processo civile intentato da Clara Calvi, vedova del presidente dell’Ambrosiano, contro le Assicurazioni Generali, il tribunale di Milano si pronuncia per l’omicidio: Roberto Calvi è stato ucciso.
Nel 1992 la Cassazione decide il trasferimento dell’inchiesta sulla morte di calvi da Milano a Roma.
L’8 aprile 1997 il GIP del tribunale di Roma, Mario Almerighi – che propende per la tesi dell’assassinio – emette un’ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di omicidio a carico dei presunti mandanti del delitto Calvi: il boss mafioso Pippo Calò ed il faccendiere Flavio Carboni.
Il movente del delitto? Roberto Calvi, proprio come aveva fatto anni prima Michele Sindona, si sarebbe impossessato del tesoro di Cosa nostra con la promessa di investirlo per farlo fruttare, ma alla fine, travolto dai debiti, non sarebbe più riuscito a restituirlo: da qui la condanna a morte ordinata ed eseguita da uomini della mafia siciliana.
Mentre contrastanti dichiarazioni di “pentiti” di mafia (alcuni ritenuti inattendibili dagli stessi magistrati) si rincorrono, nel 1998, Otello Lupacchini, il GIP del tribunale di Roma subentrato ad Almerighi, ordina una nuova perizia sulle cause della morte di Roberto Calvi, il cui cadavere viene esumato, 16 anni dopo la sua morte.
La perizia definitiva sulla morte di Roberto Calvi sarà depositata nella cancelleria del tribunale di Roma nel prossimo mese di maggio 2002, ma – secondo indiscrezioni di stampa – essa conterrebbe una conferma: il presidente del Banco Ambrosiano è stato ucciso.

OMICIDIO O SUICIDIO?
L’ordinanza del GIP Almerighi