LE RISULTANZE DELLA SECONDA COMMISSIONE GALLO

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Una delle tante foto delle torture inflitte a civili somali dai militari del Contingente italiano 1993-94

L’8 agosto 1997 la Commissione incaricata di indagare sulle violenze commesse dai militari italiani in Somalia – composta da Ettore Gallo (presidente) e dai commissari Tina AnselmiTullia Zevi, il Ten. Gen. Antonio Tambuzzo e il gen. di corpo d’armata Cesar Vitale – terminava il suo lavoro. Aveva ricevuto l’incarico il 13 giugno precedente da una Risoluzione del Consiglio dei ministri, resa operativa il 16 successivo con Decreto del Ministro della Difesa.

Il lavoro della Commissione – per brevità detta Commissione Gallo – terminava i suoi lavori con una Relazione a cui era giunta attraverso quaranta sedute di audizioni e di inchieste, alcune tenute in Africa equatoriale   Addis Abeba (Etiopia) e Nairobi (Kenya)   durante le quali erano state sentite, fra italiani e somali, ben 141 persone.

Nella seconda metà dell’agosto ’97, la stampa dava ampia notizia di un esposto che era stato presentato da un maresciallo dei carabinieri paracadutista presente in Somalia all’Autorità giudiziaria militare, e precisamente al procuratore presso il Tribunale militare di Roma, nel quale venivano narrati altri episodi di gravi violenze commessi dai nostri militari nei confronti dei somali. Il ministro della Difesa Beniamino Andreatta ritenne necessario che la Commissione potesse proseguire la sua opera di indagine. Cominciava così una seconda tranche d’inchiesta della Commissione che però si scontrava subito con il segreto posto al memoriale del maresciallo dalla procura militare di Roma.

Il capitano di vascello in congedo Falco Accame aveva frattanto insistito perché fossero sentiti i genitori della giornalista Ilaria Alpi perché anche di questo grave fatto di sangue si parlava nell’esposto all’Autorità giudiziaria militare.

Il presidente della Commissione dispose, perciò, che in quello stesso 8 settembre 1997 fossero sentiti i coniugi Alpi, particolarmente allo scopo di stabilire se quell’assassinio adombrasse qualche collegamento con gli episodi di violenza da parte dei militari del Contingente nei confronti dei somali. Soltanto in tal caso, infatti, la Commissione avrebbe potuto estendere l’inchiesta anche a quel grave fatto.

Di seguito riportiamo la parte della seconda Relazione della Commissione Gallo relativa alla vicenda di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.

LE CONCLUSIONI DELLA COMMISSIONE GALLO