L’OPUS DEI

BLESSED ESCRIVA IN SPAIN
Josèmaria Escrivà de Balaguer, fondatore dell’Opus
Dei, oggi santo

Fondata nel 1928 a Madrid da monsignor Escrivà de Balaguer ed assurta a prelatura personale (vale a dire che risponde esclusivamente al papa) nel 1982, l’Opus Dei rappresenta la più potente multinazionale dell’educazione religiosa e fattura – secondo stime della stampa cattolica dissidente – non meno di 30 milioni di dollari al mese.

Lungo l’asse Spagna-Italia si muove la teoria occulta (sui nomi degli iscritti vige la consegna rigida del segreto) dei circa 84 mila aderenti all’Opus, ripercorrendo così il cammino del fondatore, che dal 1946 si era trasferito nella capitale italiana fino alla morte, avvenuta nel 1975.

Suo successore nell’imponente sede pariolina di Palazzo Tevere, in viale Bruno Buozzi, era statomonsignor Alvarez del Portillo, scomparso nel ’94, cui è succeduto l’attuale prelato Javier Echevarria, 70 anni, madrileno, grande protagonista delle celebrazioni del 6 ottobre 2002 per la santificazione di Escrivà.

E al gemellaggio tra le due nazioni si deve anche la presenza costante accanto a Giovanni Paolo II– e oggi, sempre in qualità di portavoce vaticano, di Benedetto XVI – del leader opusdeista spagnolo Joaquin Navarro Valls, ex torero, ex medico, poi giornalista, attraverso cui filtra qualsiasi notizia in arrivo dalla Santa Sede.

Autentico business core dell’Opus è la Fondazione RUI (Residenze Universitarie Internazionali), con le numerose ramificazioni imprenditoriali ad essa connesse nei cinque continenti (dal FAES, la potente associazione di genitori cattolici che gestisce ovunque scuole private per fanciulle, fino adELIS e SAFI, cui fanno capo centinaia di istituti di formazione professionale riconosciuti dal ministero).

Con quartier generale in via XXI Aprile, sempre nella capitale, ed una seconda roccaforte a Milano, in via Mascheroni, la Fondazione RUI è attualmente diretta da un ingegnere, Alfredo Razzano, opusdeista della prima ora.

Fondata nel maggio 1959 su iniziativa di imprenditori italiani di grosso calibro, da Piero Lucchini a Fausto Moneta, la Fondazione Rui ha potuto contare fin dall’inizio su centinaia di sostenitori ufficiali tanto nelle fila del Rotary che in quelle dell’UCID, colosso associativo di imprenditori cattolici che vede attualmente ai suoi vertici un simpatizzante di eccellenza dell’Opus come Pierferdinando Casini, presidente della Camera.

Sempre nel ’59, a settembre, la RUI viene eretta ad ente morale su proposta del ministero della Pubblica Istruzione con il quale, da allora e fino a tutt’oggi, intrattiene uno strettissimo rapporto. Al punto che lo Stato italiano nel 1986 emana un apposito provvedimento per dichiarare deducibili dalle tasse i contributi versati dai privati cittadini alla RUI.

Sono 12 i collegi universitari che promanano direttamente dalla fondazione opusdeista: tre nella capitale (Valle delle Palme, Celimontano ed il recentissimo Porta, Nevia sulla Laurentina, che offre alle studentesse bene servizi alberghieri e di tutoraggio in un complesso residenziale dotato di aula magna da 150 posti, cinque sale studi, music room e cappella da 120 posti), due nella postazione strategica di Verona (dove ha sede anche la dinasty dei Blasi, cofondatrice della RUI e poi ai vertici di Cariverona, con Paolo Blasi appena entrato nel CdA di Mediobanca), uno a Palermo e Bologna, due a Genova e tre a Milano.

Di “santa mafia” ha parlato il quotidiano Il Manifesto a proposito della santificazione di Escrivà, riferendosi al lobbismo della struttura ed in particolare alla segretezza sulle affiliazioni, di cui esiste traccia solo nel sancta sanctorum di Palazzo Tevere, con tanto di schede, foto, qualifica (si va dai numerari, celibi ma laici, ai soprannumerari, fedelissimi sposati e con prole, fino ai soci cooperatori, professionisti di provata fede nell’Opus).

In realtà, secondo attenti osservatori, il paragone più calzante sarebbe quello con una “santa massoneria“, dal momento che assai simili, soprattutto dal punto di vista dell’elitarismo di cui è permeato il loro credo, appaiono gli ideali delle due diverse consorterie.

Una riprova arriva dalle dichiarazioni del Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia Fabio Venzi, secondo il quale “alcuni massoni sono nell’Opus Dei e alcuni membri dell’Opus Dei sono in Massoneria“, anche perché “queste organizzazioni si propongono di raggiungere pressappoco le stesse finalità“. E conclude ammettendo che “esiste un dialogo tra i membri delle due organizzazioni vuoi per semplice amicizia, vuoi per questioni professionali“.

Niente intrecci precostituiti, dunque, ma forti affinità, con percorsi che molto spesso s’incontrano. Nelle segrete stanze del potere. E qualche volta anche alla luce del sole.

Succede, ad esempio, durante le kermesse mondano-religiose che costellano la vita dell’Opus e delle sue attività imprenditoriali targate RUI. Fra le quali spiccano altri due incrociatori: ilCampus Biomedico e la Pontificia Università della Santa Croce, entrambi nella capitale.

(Rita Pennarola)

LA VITA DI ESCRIVA’ DI BALAGUER
di Lucilla Verni

LA MISSIONE DI ESCRIVA’ E LA CHIESA
di Lucilla Verni