LA SCOMPARSA DI MIRELLA GREGORI

MirellaGregori

La giovane, 14 anni appena, scompare il 7 maggio 1983, quindi esattamente un mese e mezzo prima di Emanuela Orlandi.

Mirella risponde al citofono della sua abitazione alla chiamata di un certo Alessandro De Luca, esce di casa, entra con lui in un bar adiacente a casa sua e ne esce in sua compagnia, dicendo alla proprietaria del bar, Sonia De Vito, che sta andando a Villa Torlonia dove ha un appuntamento con degli amici. Stessa indicazione riceverà la sorella di Mirella, Antonietta, che assieme al fidanzato, verso sera, si reca a villa Torlonia alla ricerca della ragazza scomparsa. Interrogata, la De Vito nega la circostanza e verrà indagata, prima di essere prosciolta, per reticenza. Interrogato Alessandro De Luca nega di aver visto Mirella e fornisce un alibi inattaccabile. Che fine ha fatto Mirella Gregori?

Cominciano ad emergere i primi particolari che diranno qualcosa agli investigatori solo dopo la scomparsa di Emanuela Orlandi. Il primo è che, tra il 1980 ed il 1981, Mirella ha fatto la propagandista di cosmetici per la Avon. Un altro particolare racconta, invece, di una visita che, una settimana prima della sua scomparsa, assieme alla sua classe, Mirella ha fatto in Vaticano. Nell’occasione la ragazza viene ritratta con tutta la scolaresca assieme a papa Wojtila. La foto è molto eloquente: ritrae Mirella mentre sorride guardando il papa.

Dal 7 maggio, giorno della scomparsa, al 4 agosto, quando arriva il primo comunicato del Fronte Turkesh, la scomparsa di Mirella Gregori non ha spiegazione alcuna. Nessuno può neanche lontanamente ipotizzare che il suo sia stato un rapimento legato, in qualche modo, all’attentato al pontefice.

Per quattro lunghi mesi sulla fine di Mirella Gregori cala il più assoluto dei silenzi.

Il primo vero contatto dei rapitori con la famiglia Gregori è di quattro giorni successivo al comunicato del Fronte Turkesh a proposito di Emanuela Orlandi. A Maria Vittoria Arzenton, madre di Mirella, giunge una lettera con la richiesta di un pubblico intervento del presidente della Repubblica, Sandro Pertini. Di simili richieste ne arriveranno altre. Il 24 settembre 1983 ecco la prova che gli interlocutori di casa Gregori hanno o hanno avuto veramente a che fare con Mirella: in una telefonata, un anonimo interlocutore elenca al fidanzato della sorella della giovane scomparsa gli abiti che Mirella indossava il giorno in cui è sparita. Il 20 ottobre sarà il capo dello Stato a rivolgersi ai sequestratori delle due ragazze, chiedendo il loro rilascio.

Alcuni misteri accompagnano la vicenda Gregori. Uno in particolare: durante una visita del pontefice alla parrocchia romana di San Giuseppe – siamo ormai nel dicembre 1985, oltre due anni e mezzo dopo la scomparsa di Mirella – la signora Arzenton riconosce in uno degli uomini della scorta del papa, il vicecapo della polizia Vaticana Raoul Bonarelli, un uomo visto più volte in compagnia della figlia. Il telefono di Bonarelli viene messo sotto intercettazione su ordine del giudice Adele Rando che si occupa dell’inchiesta sulla sparizione delle due ragazze. Nel corso di una telefonata con un personaggio rimasto anonimo, Bonarelli chiede istruzioni sul comportamento da adottare alla presenza del magistrato. Messa a confronto con Bonaelli, misteriosamente la madre di Mirella non lo riconosce più come un frequentatore di sua figlia.

Anche sulla scomparsa di Mirella Gregori un silenzio pesante come il piombo è calato da anni. La testimone che ha indicato la presunta pista della Banda della Magliana nel sequestro Orlandi non ha mai fatto alcun cenno a Mirella Gregori.