UN MISTERO SVELATO PER OCCULTARNE UN ALTRO

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Esistono sequenze temporali che parlano da sole. Quella che riguarda la vicenda dell’attentato al Papa, nella sua linearità, ha dell’incredibile. Seguiamola senza commenti:
Il 13 maggio 2000, nel corso di una sua visita pastorale al santuario di Fatima (Portogallo), Giovanni Paolo II – che 19 anni prima (esattamente il 13 maggio 1981) era scampato ad un attentato – decide di rivelare il terzo segreto di Fatima, gelosamente custodito da ben 83 anni. Si tratta della terza parte di una cosiddetta rivelazione che la madonna avrebbe fatto, nel corso di un’apparizione, a tre pastorelli portoghesi, per l’esattezza il 13 maggio del 1917. Se le prime due parti della “rivelazione” erano state rese note (riguardavano la fine della prima guerra mondiale e l’inizio della seconda, nonché l’ascesa dell’Unione Sovietica come potenza atea), la terza parte era stata celata senza alcun motivo apparente, tanto che la fantasia popolare temeva che annunciasse l’apocalisse, cioè fine del mondo. Niente di tutto questo. Quando, appunto il 13 maggio 2000, il pontefice, per bocca del cardinale Sodano, rivela il terzo segreto di Fatima, una ventata di perplessità e di scetticismo attraversa i media mondiali, con esclusione di quasi tutti quelli italiani che invece danno credito a un mistero che ha il sapore di uno spot pubblicitario per il Vaticano. In cosa consiste il terzo segreto di Fatima? In una visione profetica che riguarda soprattutto – afferma il cardinale Sodano – “la lotta dei sistemi atei contro la chiesa e i cristiani e descrive l’immane sofferenza dei testimoni della fede dell’ultimo secolo del secondo millennio. E’ una interminabile Via crucis guidata dai Papi del ventesimo secolo”. Tra di loro c’è anche un “vescovo vestito di bianco” che altri non è se non e’ Giovanni Paolo II che prega per tutti i fedeli. Anch’egli, camminando faticosamente verso la Croce, tra i cadaveri dei martirizzati, cade a terra come morto, sotto i colpi di arma da fuoco”. Sempre secondo Sodano, il terzo segreto può avere solo una chiave di lettura “di carattere simbolico”. Dopo l’attentato del 13 maggio 1981, al Papa “apparve chiaro – sostiene ancora Sodano – che era stata una mano materna a guidare la traiettoria della pallottola, permettendo al papa agonizzante di fermarsi sulla soglia della morte”.
Questo il 13 maggio 2000. Esattamente un mese dopo, il 13 giugno 2000, l’attentatore del Papa, Mohammed Alì Agca, da 19 anni in carcere    dove  sta   scontando  una sentenza definitiva all’ergastolo, viene graziato dal capo dello Stato italiano e subito trasferito in Turchia per scontare ancora dieci anni di carcere per l’uccisione di un giornalista. Era stato lo stesso Agca che, dopo un’iniziale collaborazione con i magistrati romani che stavano cercando di svelare il complotto che aveva armato la sua mano, si era nascosto dietro una maschera a metà tra la follia e il misticismo, invocando il terzo segreto di Fatima.Come è facile notare, lungo una sequenza temporale lunga ben 87 anni, il numero 13 ricorre numerose volte. E’ il numero che, alla fine, dove varie traversie carcerarie, ha portato fortuna ad Agca che ha potuto abbandonare le galere italiane, portandosi dietro il suo fardello di misteri e soprattutto il vero segreto. Non quello solo “simbolico” di Fatima, ma quello più inquietante della trama – forse di ispirazione sovietica, forse di ispirazione mista russo-americana, forse persino vaticana – che lo aveva spinto a sparare ad un pontefice. E così un segreto svelato è servito a nascondere un altro segreto. Molto più terreno e, forse per questo, molto meno svelabile di altri: il mistero – questo sì destinato a rimanere tale – dell’attentato al Papa. Di seguito pubblichiamo il testo completo del terzo segreto di Fatima, reso noto nella sua interezza il 26 giugno 2000. Come anche un lettore disattento potrà notare, dell’attentato al Papa non c’è proprio alcun riferimento. Nella visione dei tre pastorelli, infatti, il Papa non cade a terra “come morto”, come aveva sostenuto il cardinale Sodano, ma viene “ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce”. Una differenza, quindi, non da poco.
Megalomanie ed egocentrismi di un papa polacco?
Oppure l’occasione per chiudere – e per sempre – un mistero troppo imbarazzante per tutti e, in primis, per il Vaticano?

Il segreto di Fatima